<>.
Il labbro inferiore si arcuava a mezzaluna, con gli apici rivolti verso il basso.
<>.
<>.
L’affanno gli si allargò improvvisamente nell’addome, al timore che altre parole lo imbarazzassero oltre misura.
Al solito, era lui il responsabile della sua infelicità.
Ma il sabato calava già le prime ombre, e stavolta decise di non approfondire.
<>, disse.
Mentiva.

4 responses to “Invano”

  1. Avatar agnès

    L’infelicità è uno stato mentale, un’impossibilità oggettiva. Non è mai soltanto colpa degli altri, nemmeno di noi stessi, è solo un modo di essere… Purtroppo…

  2. Avatar Prishilla

    ed era una bugia a fin di bene? ..?

  3. Avatar Pim

    L’infelicità può avere numerose cause, Agnès: essere uno stato mentale, come dici tu, oppure conseguente a vissuti negativi. Se la persona infelice attribuisce la propria condizione interamente a chi gli sta accanto, compie quasi certamente un atto arbitrario. Però è possibile che, in effetti, almeno in parte abbia ragione. E che il responsabile abbia dei motivi per non approfondire l’argomento…

  4. Avatar Pim

    Dipende dal punto di vista, Prishilla…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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