[…] è il racconto della realtà che ti incunea la realtà nella testa, e te la fa esplodere dentro. I fatti diventano tuoi o quando ti schiantano la vita, direttamente, o quando qualcuno te li compone in racconto e te li spedisce in testa. Che vuol anche dire: raccontare non è un vezzo da dandy colti, è una necessità civile che salva il reale da un’anestetizzata equivalenza. Il racconto, e non l’informazione, ti rende padrone della tua storia.

(A. Baricco, Barnum)

6 responses to ““È il racconto della realtà””

  1. Avatar agnès

    E poi.. “Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti” (Jules Renard)

  2. Avatar montgolfier

    Pim, posso nominarti mio citazionista di fiducia?
    Sottoscrivo e contrfirmo questa frase, soprattutto ai punti “necessità civile” e per quella cosa su come diventare padroni della nostra storia.
    Un saluto
    Mont

  3. Avatar Pim

    A colpi di citazione, Agnès…
    “Appunti per un romanzo. Inizio possibile. Rifkin conduceva una disarticolata, frammentaria, esistenza. Era arrivato da tempo a questa conclusione: tutti conosciamo la verità, la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. Soltanto la sua prosa era serena. Quella prosa che in più di un’occasione gli aveva salvato la vita”. (W. Allen, “Harry a pezzi”)
    Ciao.

  4. Avatar Pim

    Ti ringrazio per la fiducia, Mont. La frase di Baricco, che si riferiva a film e romanzi che hanno come argomento la Shoah, mi piace proprio per gli stessi motivi che dici tu. La cronaca, la storia, diventano parte di noi solo quando si trasformano in un racconto. Che può essere bello o brutto, non importa: è necessario.

  5. Avatar cate

    “Nulla die sine linea”
    Plinio il Vecchio
    😉 Cate

  6. Avatar Pim

    Proprio così, Cate… la scrittura è anche (soprattutto?) esercizio.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Settembre 2006
L M M G V S D
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere