Si accendono le luci sui titoli di coda dell’estate. Quella che era l’amnesia del presente sta già sfumando come ricordo del passato. I segni dell’abbronzatura sbiadiscono lentamente, tracce in via d’estinzione di una cesura momentanea, di una sospensione solo provvisoria delle cure abituali. Estate è abbandonarsi all’esistere. È tempo immobile, come il passo della cicogna di Angelopoulos. È vacanza nel senso di assenza, di fuga da una quotidianità insensata fatta di corse cieche e strepiti vani. È scampare la vita ordinaria, alla ricerca di potenzialità che il rumore di fondo dei giorni feriali riesce a coprire, soffocare. È accudire al giardino dei propri pensieri, portare una goccia d’acqua al deserto del cuore. È un’occasione che capita una sola volta l’anno. E ora si sta dissolvendo. È già autunno…





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