I libri

I_libri Un giorno [] mamma mi disse che i libri erano capaci di cambiare, con gli anni, proprio come cambiano le persone, ma con la differenza che le persone, quasi tutte, prima o poi finisce che ti abbandonano, quando arriva il giorno in cui non ricavano da te più nessun profitto o piacere o interesse o quanto meno un buon sentimento, mentre i libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. Aspettano financo decenni. Senza lamentarsi. Finché un giorno, magari alle tre di notte, hai improvvisamente bisogno di uno di loro, e anche se magari l’hai abbandonato, quasi cancellato dalla tua mente, per anni e anni, lui non ti delude, scende dal suo posto e ti sta accanto, nel momento del bisogno. Senza sussiego, senza inventarsi delle scuse, senza domandare a se stesso se gli conviene e lo meriti e se gli vai ancora bene, viene a te non appena lo chiami. Non ti tradisce mai.

(Amos Oz, Una storia di amore e di tenebra)

6 responses to “I libri”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Eccezionale citazione Pim…i libri sono gli amici che non tradiscono mai. Parole verissime quelle di Oz, nelle quali certamente ritroviamo qualcosa che abbiamo vissuto, alle tre di notte o giù di lì…

  2. Avatar Pim

    Mi è ritornata alla mente ieri sera, quando Amos Oz è stato ospite della trasmissione di Fabio Fazio.
    Ciao Irene.

  3. Avatar Giulia

    Pim com’è che ci sono tante cose in comune con te. Questo è un libro che ho appena letto e anch’io avrei citato questo passo. Comunque un libro bello da consigliare

  4. Avatar Pim

    Curiosa coincidenza…
    Ciao Giulia.

  5. Avatar Prishilla

    a volte vorrei essere un libro..!
    ciao prish

  6. Avatar Pim

    Ogni tanto, sì, anch’io…
    Buona giornata, Prish.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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