noooo, Pim! Leggevo riga dopo riga con il terrore di trovare quella frase. Mi sono detto: uao, ce l’ha fatta a non dirla… E invece eccotela spiattellata nell’ultima riga. “Senza se e senza ma” mi fa venire l’orticaria tanto quanto “come dire” e “in qualche modo”.
Niente di personale. 😉
un mondo senza se e/o ma… Mah!!(prego, notare la sottile differenza) Per quanto snervante, ipotetico, traballante, imperscrutabile o altro, forse (altra particella piuttosto (ab)usata, almeno da me…) il loro uso è quello che ci caratterizza come esseri umani e pensanti. A volte troppo pensanti…
Sì, lo so… Anche a me non piacciono gli slogan, Anecòico, e li rifuggo. In questo caso, a parte ancora il significato (spesso ci si sente amati sotto condizione) volevo però giocare con le parole.
lo so Pim, e quale giocoliere verbale meglio di te?
sorrido ancora per il tuo racconto di ieri 🙂
a presto
Non sono del tutto d’accordo, Kincob. Ascolto pronunciare i se e i ma con rigore puntuale. Nelle relazioni, sul lavoro: costellano le discussioni, aboliscono l’assoluto, ridimensionano ogni cosa, segnano i confini della paura, del sospetto, dei pregiudizi, dell’aridità affettiva.
Che uso abnorme di condizionali! E quanti dubbi, quanto desiderio di salvarsi, quanto istinto nel preservarsi.
Preferisco le persone che i se e i ma li scordano in tasca. Vanno ad un appuntamento, ad un colloquio di lavoro, da un amico, da uno sconosciuto, con il cuore sulla manica, come dicono gli inglesi. Liberi come l’aria.
Sono totalmente daccordo con il commento di PIM delle 16.17 perchè è quanto le mie orecchie desiderano sempre sentire dire da tutti, perchè io sono così e vorrei che lo fossero anche gli altri verso di me.
Buon inizio giornata :))
Sono d’accordo con l’ultimo commento di Pim.
Eppoi, cari amici, non siamo nati tutti professori e tantomeno tutti siamo Roberto Gervaso. Un pochino di tolleranza ci vuole.
;-))
E poi a volte siamo salvati da un “ma se” come apertura di un volo ipotetico e liberatorio. A volte.
Ciao! Prish
Ciao Prish. Ti ho linkato, verrò a trovarti.
penso ai se e ai ma come alle curve di una strada o alla gamma di grigi che esistono tra il bianco e il nero… ci si può confondere e perdere, questo è vero. però le sfumature sono necessarie in molti casi. esistono delle eccezioni di sicuro, giusto per rendere il tutto ancora più relativo… ciao

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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