Viaggio_nel_viaggio segui la linea diritta dei binari come fosse una partitura, note infilate l’una dietro l’altra, un ritmo da seguire, attraverso stazioni dal nome che scorre veloce, passaggi a livello incustoditi o distratti, per ampie distese d’erba e acquitrini, città che si sovrappongono mute, non vuoi perderti nulla, e se sogni lo fai fissando il cielo, un cielo dopo l’altro, ingannando il tempo e i muscoli indolenziti, tutto per non ritornare a quelle parole indispensabili dette troppo in fretta sulla banchina, ai baci rubati tra la folla mentre il mondo intorno si svolgeva e tu ti sospendevi con me nella turbolenza delle palpitazioni, il distacco dall’abbraccio ormai incombente, la sensazione di essere già distanti, già troppo lontani, allontanarsi senza più salutarsi, correndo via per non vedersi diventare piccoli, sempre più piccoli, alla fine svanire in uno sbuffo di fumo, eppure, eppure conservare intatta la certezza che il nostro viaggio nel viaggio continuerà, domani, un altro giorno, dopo, ancora e poi ancora, senza soste né riposo, sino a quando gli occhi non si stupiranno più di guardarsi

(8 maggio 2007)

6 responses to “viaggio nel viaggio”

  1. Avatar anecòico

    Non so per quale associazione mentale, non credo solo l’immagine del treno, ma mi hai fatto venire in mente il “Viaggio in Sicilia” di Elio Vittorini.
    I treni portano con loro una grande magia. Da piccolo ci giochi, da adulto ti trapiantano da un luogo a un altro, facendoti lasciare spesso sulla banchina ciò che ami. O ciò che desideri.
    un abbraccio,
    anecòico [CattivaMaestra]

  2. Avatar donnanonmoderna

    Ho riflettuto da poco su una frase di Jhon Steimbeck: “Non è la gente che fa il viaggio, è il viaggio che fa la gente.” Tu descrivi il distacco emozionale della partenza la quale, in qualche modo, cambia sempre la vita!
    Sono contenta di essere passata da qui!
    ciao
    Carmela

  3. Avatar Pim

    Vittorini e Steinbeck, due citazioni molto appropriate.
    Grazie.

  4. Avatar francesca

    Mi emozioni.

  5. Avatar Gloria
    Gloria

    Non mi stanco mai di leggerti. Bacio Gloria

  6. Avatar Pim

    Francesca e Gloria, leggo anch’io con piacere i vostri blog.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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