Ricordando_massimo_troisi Una delle immagini cinematografiche più intense che custodisco nella memoria è il volto di Massimo Troisi in Il Postino. Un volto incavato dalla sofferenza, asciugato dalla malattia, le guance che parevano essersi seccate, gli occhi più grandi e malinconici. Un volto che si era fatto improvvisamente pasoliniano. Il corpo l’aveva tradito e lo stava abbandonando: ogni movimento gli costava fatica, ogni battuta uno sforzo. E allora recitava con lo sguardo, accennando i pensieri con delicati mutamenti d’espressione.

Massimo ci ha lasciato il 4 giugno di tredici anni fa. Ci ha lasciato nel sonno, senza chiedere commiato, aggiungere spiegazioni. Proprio lui, che comunicava attraverso un sovrapporsi equilibrato di parole, gesti e smorfie, se n'è andato in silenzio. Se n'è andato estendendo all’infinito una delle sue solite frasi smozzicate, creando un vuoto interminabile tra l’ultima parola e quella successiva – che non sarebbe giunta più, che mai più conosceremo.

12 responses to “Ricordando Massimo”

  1. Avatar donnanonmoderna

    Io preferisco ricordarlo nel film ” Non ci resta che piangere”. Sono uscita dal cinema sconvolta dalle risate, mi faceva male lo stomaco e le lacrime mi arrivavano a terra…non credo di aver più riso così dopo di allora!
    ciao
    Carmela

  2. Avatar Giulia

    Adoravo questo attore e la sua morte è stta davvero una grande perdita. Ciao Giulia

  3. Avatar Prishilla

    E’ un “commiato” bellissimo il tuo, e sono contenta che tu ci abbia ricordato questo anniversario.
    Ciao Pim! Prish

  4. Avatar francesca

    ciao Pim, sono contenta che anche tu hai ricordato Massimo..sei linkato nel mio vecchio blog, vi ho linkati tutti e siete anche venuti bene:)

  5. Avatar irenespagnuolo

    Sei grande Pim…l’omaggio a Troisi lo conferma !
    Ciao Massimo, ti porto nel cuore.
    Irene

  6. Avatar Pim

    Aveva una capacità espressiva straordinaria: era capace di giocare su più registri, dal comico all’agrodolce sino al malinconico. E chi lo conosceva lo descrive come un uomo buono, dotato di gran senso dell’umorismo.
    Tutte qualità che ce lo fanno rimpiangere.

  7. Avatar dragor

    Probabilmente era bravo. Purtroppo è uno di quegli attori che si esprimono principalmente con la parola e quando parla non capisco niente
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Pim

    È il limite degli attori di tradizione dialettale, i cui lavori sono difficilmente esportabili. Anche se, penso, Troisi avrebbe avuto certamente l’opportunità per farsi apprezzare anche all’estero.

  9. Avatar Adeleo7

    Massimo Troisi, un grandissimo attore che ha successo anche all’estero. Abbiamo una copia dl “Il Postino” in tedesco e una in inglese e sono piaciute ai nostri cari di questi due paesi.
    Ho il video di Non ci resta che piangere e quando voglio ridere ne guardo un po’….. Son forti tutti e due.
    Volevano fermare Colombo. hahahahahah
    Ma che malattia aveva che morì così giovane ????? E’ mancato prima di finire il film, che pena, mi ricordo.
    A rivederci ragazzi, Adele07 (Easy Rider)

  10. Avatar Didier
    Didier

    Ho fatto una piccola ricerca ,Massimo Troisi mori per una febbre reumatica al cuore,poco piu si dice che e un virus della categoria che colpisce tonsillite.Malattia che si puo aquisire tra l’adolescenza e eta giovanile

  11. Avatar Pim

    Per Adele e Didier: Troisi soffriva di una cardiomiopatia dilatativa. In parole povere, il suo cuore tendeva ad ingrandirsi con grave compromissione della funzionalità. Fu operato un paio di volte per sostituire le valvole aortica e mitralica, ed era in attesa di un trapianto.

  12. Avatar rikkardo

    “Ricordati che devi morire!!!”. “Sì sì mò me lo segno!!”. Una leggenda immortale, che continuerà a vivere nei nostri cuori, uno spazio tutto dedicato a lui e ai dei dell’olimpo italiano cinematografico. Ciao Rikkardo

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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