La_fenomenologia_dellaccidia Lo sguardo dell’accidioso si posa ossessivamente sulla finestra e, con la fantasia, egli si finge l’immagine di qualcuno che viene a visitarlo; ad uno scricchiolio della porta, balza in piedi; sente una voce, e corre ad affacciarsi alla finestra a guardare; e tuttavia non scende in strada, ma torna a sedersi dov’era, torpido e come allibito. Se legge, s’interrompe inquieto e, un minuto dopo, scivola nel sonno; si frega la faccia con le mani, distende le dita e, tolti gli occhi dal libro, li fissa alla parete; di nuovo li rimette sul libro, va avanti per qualche riga, ribalbettando la fine di ogni parola che legge; e intanto si riempie la testa con calcoli oziosi, conta il numero delle pagine e i fogli dei quaderni; e gli vengono in odio le lettere e le belle miniature che ha davanti agli occhi, finché, da ultimo, richiude il libro e lo usa come cuscino per il suo capo, cadendo in un sonno breve e non profondo, da cui lo desta un senso di privazione e di fame che deve saziare.

(San Nilo, De octo spiritibus malitiae)

9 responses to “Fenomenologia dell’accidia secondo san Nilo”

  1. Avatar Betta

    Scommetto che piuttosto che alzarsi e andarsi a fare 2 uova preferisce morire di fame letteralmente.
    Azzeccata e piacevole da leggere l’immagine che ci regala San Nilo dell’accidioso.
    Ciao Pim!
    Betta

  2. Avatar Pim

    Il brano è tratto dal testo di Italiano del liceo, “Il Materiale e l’Immaginario”. Ai tempi, mi piacque moltissimo perché vi riconoscevo qualche tratto della mia indole. Che, tutto sommato, non è cambiata poi tanto…
    Ciao Betta.

  3. Avatar sara

    Qualche difetto bisogna pure averlo…
    🙂 Sara

  4. Avatar Pim

    … Occorrerebbe avere anche qualche virtù, ma in Rete posso bluffare.
    🙂
    Ciao Sara.

  5. Avatar Giulia

    Bellissimo uso del libro, Giulia

  6. Avatar dragor

    Secondo me ha copiato Oblomov… 🙂
    dragor (journal intime)

  7. Avatar Pim

    Più probabilmente il contrario (san Nilo visse intorno al IV secolo).
    Rimane il fatto che la figura dell’accidioso viene trattata in maniera ambigua: lo si condanna, ma sottosotto, chi non vorrebbe essere come lui?

  8. Avatar Sonia

    bel brano… indicato con questo caldo! Ciao So

  9. Avatar cate

    Ma perché mi ricorda qualcuno????????
    Accidenti, conosco un accidioso…
    Cate

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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