Su l’Isar, al crepuscolo
andammo vagando e cantando;
su l’Isar, a sera
ci spingemmo su per la scala del cacciatore, oscillammo
seduti sull’abete che domina le paludi
(una corrente s’incontrava con l’altra, e il suono
delle pallide acque verdi di ghiacciaio riempiva la sera).

Su l’Isar, nel crepuscolo
trovammo le scure rose selvatiche
che pendevano rosse sul fiume; le rane
gracidavano, e sopra le strette del fiume
era sentore di ghiaccio e di rose. Esulava
ogni barlume di paura. <> bisbigliammo.
<< Sia dunque fatta la volontà del serpente
qui in queste paludi gracidanti >>.

(D.H. Lawrence)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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