“Non sei molto sveglio, vero? È una dote che mi piace in un uomo”.

(Kathleen Turner a William Hurt, in Brivido caldo)

11 risposte a “Non sei molto sveglio”

  1. Avatar Betta

    L’importante è che “ci sia” e che non ci faccia!
    Ciao Pim
    Betta

  2. Avatar Pim

    Capisco il tuo punto di vista!
    🙂
    Ciao Betta.

  3. Avatar Giulia

    Credo di capire e comprendere questo punto di vista e lo condivido. Ciao Giulia

  4. Avatar Pim

    Insomma, le donne preferiscono gli uomini tontoloni…
    🙂

  5. Avatar Betta

    meglio tonti che finti tonti 😀

  6. Avatar anecòico

    Penso piaccia a tutte le donne…
    anecòico [CattivaMaestra]

  7. Avatar Fabio

    Generalmente diffido dei dritti, di quelli con le spalle larghe che son sempre sicuri, che arrivano sempre primi alla meta e sempre hanno la battuta pronta. Meglio la cauta riflessione, la ponderatezza e quella sana propensione al dubbio e quell’insicurezza che a volte fa sembrare poco svegli ma mai incute diffidenza e sfiducia nell’interlocutore. Un caro saluto, Fabio.

  8. Avatar Pim

    Sono con te, Fabio.
    Nel film, comunque, la battuta assume un significato diverso. W. Hurt è un mediocre avvocato che finisce nelle grinfie della bella e spregiudicata K. Turner, la quale lo convince a far fuori il ricco marito. Si accorgerà troppo tardi di essere rimasto invischiato in una situazione senza scampo.

  9. Avatar Betta

    Beh và beh dai ….magari tonto fino a quel punto no! 🙂

  10. Avatar Prishilla

    Come avremmo reagito se le parti fossero state invertite??
    Provocatoriamente…, Prish

  11. Avatar Pim

    È una giusta osservazione, Prish. L’immagine della dark lady ha sempre avuto un’immensa fortuna nel cinema (vedi “La fiamma del peccato”), tanto da diventare un topos. In questo film, però, la punizione finale non arriva, e la protagonista finisce su un’isola tropicale a sorseggiare un cocktail…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Luglio 2007
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