Tot L’umidità si diluisce nel primo mattino, sbuffi di foschia avvolgono il bosco, lo sciacquio dei pneumatici lungo la statale, la finestra socchiusa, il respiro sul vetro, nella camera la luce è accesa. Il televisore alle mie spalle diffonde improvvisa la voce di Totò. L’accompagna la tua risata distesa. Senza voltarmi sorrido anch’io, e ritorno bambino.

(Issime, 22 agosto 2007)

4 responses to “Totò”

  1. Avatar dragor

    Io invece non sorrido perché mi hanno saltato ancora. Ho pubblicato alle 9.30, alle 10.29 e chi mi ha visto?
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Pim

    Io, ad esempio. Mi prendo un po’ di tempo per riflettere, poi rispondo. Però hai ragione: Typepad continua a funzionare in maniera sbilenca…

  3. Avatar Giulia

    Tornare a Totò e uscire da Typepad, io non lo guardo neanche più. Sempre bello quello che scrivi Un caro saluto Giulia

  4. Avatar Pim

    Grazie Giulia, ho scritto solo una piccola cosa. È su Typepad che non so più cosa dire…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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