Il Cairo_Museo Egizio 1 La più straordinaria collezione al mondo di antichità egizie: cinquanta sale collocate su due piani colmate da oltre centomila oggetti, dalle gigantesche sculture di granito raffiguranti i faraoni alle delicate creazioni di oreficeria. Un tesoro di valore inestimabile e poco fruibile, poiché la maggior parte delle opere è esposta in vecchie bacheche di legno, illuminate male e carenti di targhe esplicative. Sebbene non possa rivaleggiare con il ricchissimo catalogo del Cairo, Torino offre una chiarezza didascalica di gran lunga superiore.

Già all’ingresso il visitatore avverte una sorta di disorientamento, non solo a causa dei rigidi controlli di sicurezza (metal detector e perquisizione personale) o dell’umidità davvero opprimente: la sensazione è che ci sia troppo da vedere. Considerata comunque la semplice disposizione del museo, pianta rettangolare con una serie di stanze disposte attorno a un atrio centrale e unite da un unico corridoio, la visita si presenta agevole seppur estremamente lunga. Bisognerebbe poterla suddividere in due giornate, destinandone una per ogni piano.

Avendo a disposizione appena un pomeriggio stringato, ci si accontenta (si fa per dire) di ammirare i reperti più interessanti. Il Tesoro di Tutankhamon, con la famosa maschera d’oro massiccio e i sarcofagi del corredo funerario, eclissa tutto il resto per splendore. La Sala delle Mummie Regali, in cui sono conservati i resti imbalsamati di Sethi I e Ramesse II, costituisce un altro punto di grande attrazione. Ugualmente notevole la collezione di pezzi risalenti al regno del faraone eretico Akhenaton e della sua sposa Nefertiti.

(Visita effettuata il 7 agosto 2007)

10 responses to “Il Museo Egizio al Cairo”

  1. Avatar Giulia

    Inviso questa tua visita, meno male che ne abbiamo unoa Torino che merita davvero.. Ciao Giulia

  2. Avatar anecòico

    quoto Giulia… anche quello di Torino, nonostante tutti gli sforzi della soprintendenza per desertificarlo, è pieno di reperti che ci invidia tutto il mondo… Egitto compreso 🙂
    anecòico [CattivaMaestra]

  3. Avatar Pim

    Da decenni si discute se il Museo Egizio di Torino sia il primo o il secondo al mondo per importanza. Non ho visto il British Museum, che peraltro conserva la stele di Rosetta, però ribadisco ciò che ho scritto nel post. Il Cairo ha una collezione ricchissima (e la maschera di Tutankhamon vale da sola la visita), Torino punta sulla disposizione ordinata dei reperti e sulla chiarezza espositiva delle didascalie. E poi, l’allestimento dello statuario proposto da Dante Ferretti è unico…

  4. Avatar anecòico

    ..eh, in effetti la maschera di Tutankhamon (Tutankhaton) fa la sua bella figura 🙂
    anecòico [CattivaMaestra]

  5. Avatar bourbaki

    io non ridurrei l’egizio di torino a una raccolta ordinata di reperti, perché ha dei pezzi davvero unici:
    a parte le statue, ci sono la tomba di kha, il libro dei morti, la mensa isiaca, l’ostrakon con la danzatrice, il tempio rupestre.
    molto, molto meglio del british.

  6. Avatar dragor
    dragor

    Conosco sia il museo del Cairo che quello di Torino. Se devo essere sincero, preferisco il secondo. Come in gastronomia, un piatto non è appetitoso se non è ben presentato
    dragor (journal intime)

  7. Avatar Pim

    Ho insistito su questo particolare, Bourbaki, perché mi sembrava importante. Torino possiede trentamila reperti, circa un quarto in meno rispetto al Cairo. E anche se alcuni sono davvero pregevoli (li ricordavi), non può certo competere in questo senso. Però Il Cairo è sostanzialmente un museo per addetti ai lavori, mentre da noi è stato fatto molto (e qualcosa si può fare ancora) per rendere questo patrimonio fruibile da tutti.

  8. Avatar Pim

    Giusta considerazione, Dragor. La mise en place è fondamentale per gustare un buon piatto.

  9. Avatar Agnès

    E’ un museo egizio “all’egiziana”. Ecco perchè si fa ricordare anche a distanza di (per me) 11 anni. Più dei bagliori dell’oro e del blu sulla maschera di Tutankhamon. Il caos più sfacciato e indifferente che abbia mai visto, che non mi ha mai impedito di desiderare di tornare.

  10. Avatar Pim

    “Il caos più sfacciato e indifferente che abbia mai visto”… Definizione assolutamente calzante, perfetta anche per la città del Cairo.
    Benritrovata Agnès.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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