Molto questo tuo ricordo, ben rende l’aatmosfera di una cittàedi un paese. E purtroppo vero che quell’evento terribile nasconde ancora molto.
luigi
scusami. volevo dire che è bello il tuo ricordo.
luigi
Io ero appena partito per il servizio militare: la strage di via Fani, la bomba sulla linea ferroviaria Firenze-Bologna e l’attacco delle Brigate Rosse ad alcune caserme creò un clima di guerra nelle nostre caserme: facevamo le guardie con il caricatore innestato e le ispezioni da parte degli ufficiali si sprecavano.
Ciao
Antonio
Devo dirti Pim che ho rivissuto con questo pezzo le mie sensazioni di allora. Siamo diventati “grandi” in quel momento perchè abbiamo avvertito tutta la drammaticità di una situazione e di un periodo che segnò fortemente il Paese.
Una pagina nera, tremenda. Che spaccò, forse per sempre, il “sogno” di uno sviluppo diverso della nostra società…
Irene
Sembra strano però quasi tutti noi ci ricordiamo dov’eravamo quel 16 marzo. Ero a Roma e ricordo che lacittà sembrava come a Ferragosto: svuotata, silenziosa.
Ciao, Fino
anche io ne ho un ricordo chiarissimo (e non è in bianco e nero perchè spicca benissimo il fiocco di velluto blu sul grembiulino bianco delle elementari!); ero assolutamente troppo piccola per cogliere la drammaticità di quel momento eppure c’era qualcosa nella voce della maestra e poi dei miei genitori che non poteva non essere compreso, ed è questo che ha reso quel momento uno dei miei primi ricordi compiuti.
ciao pim, buona giornata
prish
Io ero piccolo, avevo tre anni. Eppure ho qualche vago ricordo. Questo significa che la tensione era veramente altissima. Forse se fossero già esistiti i blog, Moro sarebbe ancora vivo, considerato che, a quanto pare, tutti sapevano dove era tenuto nascosto…
io avevo solo 3 anni, pero’ ricordo questa storia perchè se ne parlò parecchio anche dopo…
Credo che con il rapimento Moro nel nostro Paese si sono spezzati i fili della civile convivenza. Io avevo poco meno di un mese; tuttavia spero vivamente che li dove l’onorevole Moro ora si trova ci sia quella luce che in punto di morte aveva invocato.
Marco
http://marcostagliano.blog.lastampa.it/marshall/
Io ero già adulta, ma capii in quel momento che la serenità della vita era scomparsa. Avvertii l’ odio di cui mi parlava mia mamma ricordando i tempi della guerra.
Molto bella ed efficace la descrizione del tuo ricordo.
Grazie a tutti per aver condiviso i vostri ricordi.
Un abbraccio collettivo.
Pim
Quel 16 marzo 1978 ero in ospedale dove avevo partorito mio figlio Walter il giorno 12. La notizia, anche senza televisore in camera, era arrivata in un baleno ed aveva scosso tutti: 5 padri di famiglia morti così atrocemente mentre noi con grande gioia ed amore tenevano in braccio i nostri piccoli.
Aldo Moro era un grande, verrà ricordato sempre.
Mariella
Io ero a Bujumbura. A quell’epoca non c’era la TV e i giornali arrivavano ogni tanto. La notizia è stata data dalla radio e tutti pensavano che l’Italia fosse caduta in mano alle Brigate Rosse
dragor (journal intime)

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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