Pim figurati che a me scatenano le coliche i calcoli degli altri…
Io non mi diletto neanche a “ragionar” d’amore…ma d’amore e basta.
:))
Condivido sul fatto che “L’amore ha una forza sovversiva”, dove il gusto per il proibito e l’ansia della conquista contribuiscono a rendere l’amore “ingovernabile”. Quindi, conti e bilanci che appartengono alla razionalità hanno poco a che vedere con l’amore, con la passione pura.
Condivido! 😉
Ciao
Antonio
E’ verissimo che i calcoli sono deleteri. Forse sono troppo semplicistico o schematico, mami viene da dire che i calcoli si può anche non farli. E se non si riesce ad evitarli forse non è proprio amore. O no?
luigi
talvolta un anello al dito è perfino più sovversivo di un amore clandestino. dipende sempre dalle circostanze, ma sono d’accordo sul fatto che calcoli e felicità non vadano d’accordo: lo sostegno fin dai tempi delle tabelline 😉
Prish
La passione rappresenta la forza sovversiva dell’amore!
Quando questa si spegne tutto può svanire, oppure può nascere l’amore maturo e duraturo.
In teoria…Poi subentrano i calcoli e tutto si rovina!
Ciao, Pim.
Zia Elena
Affidarsi alla persona amata rappresenti sempre una sfida: alla delusione, al dolore. Anche a certi retaggi psicologici e culturali che frenano gli slanci spontanei, la manifestazione della passione. Bisogna evitare però di cedere alla paura, reprimendo i sentimenti, rendendoli prigionieri della razionalità. L’amore non si contratta: tenerlo sotto controllo non ci rende più felici.
Si è sempre chiamati ad amare: negarlo significa soltanto rinnegare se stessi.
Grazie per i vostri interventi.
🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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