Un_bacio_romantico

Wong ha dichiarato di aver girato la sequenza in tre giorni a diverse velocità e con inquadrature differenti. Norah Jones e Jude Law si sarebbero baciati almeno 150 volte, e speriamo che almeno loro si siano divertiti. Sullo schermo tutto questo sforzo non si nota, il bacio è un bacio normalissimo e dura a dire tanto dieci secondi.
Il film delude le aspettative a partire da qui. Visivamente raffinato (soprattutto nella prima parte, dove la notte metropolitana è pennellata in maniera espressionista), grondante di malinconia esistenziale, recitato piuttosto bene, procede tuttavia per accumulazione di sequenze dilatate sino allo stiracchiamento e personaggi appena sbozzati. La sceneggiatura, in larga parte improvvisata, è sovraccaricata da uso esasperato di ralenti, grandangoli, immagini sgranate, riflessi e sfumature, dettagli ripetuti all’infinito. I pessimi dialoghi fanno rimpiangere i silenzi densi di In the mood for love. In certi momenti sembra un fotoromanzo molto fashion, in altri un film di Wim Wenders – e non è un complimento. Quando lo stile si fa maniera…

Un bacio romantico (My Blueberry Nights)
di Wong Kar-wai
con Norah Jones, Jude Law, Natalie Portman, David Strathairn
(Hong Kong, 2007, 111′)

3 responses to “Un bacio romantico”

  1. Avatar Amanda

    Buongiorno Pim,
    è davvero così bruttino il film? E pensare che ne hanno parlato tanto durante la lavorazione, forse il nome del regista, e dei due protaonisti, ha solo creata una grossa aspettativa.

  2. Avatar Pim

    A molti è piaciuto, diversi critici ne hanno parlato bene, personalmente non mi ha soddisfatto. Contiene, in dosi liofilizzate tutti i temi del cinema di Wong e perciò ricalca il già visto ed il già detto (meglio). Forse il difetto maggiore è di essere molto meno bello e significativo di In the mood for love…
    Ciao Amanda.

  3. Avatar Guizzo

    Peccato, mi ispirava fiducia…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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