La pagina bianca mi fissa, incomprensibilmente muta. Apriti Sesamo. Ehi, dico a te. Niente. Cerco di decifrare il senso di questo silenzio, ma forse sono io ad essere sordo. Oltre che ingenuo, a credere ancora alle favole. Soprattutto quelle che da sempre racconto per ingannarmi. Non troverò alcun Eden ad attendermi stasera, e la Donna Della Mia Vita non è mai esistita. Santi numi…

Santi numi ma che pena mi fate
strozzati inghiottiti come olive ascolane
spiedini di carne in fila sulle autostrade
saldare al casello tanto per ringraziare
pensarsi arrivati dopo un lungo week end.

Chiedo venia trovo un po’ esagerato
pagare tre volte un litro di benzina
sentirsi ridire con sorrisi di rame
che sono costretti dal mercato dei cambi
ma andate a cagare voi e le vostre bugie.

Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva.
La favola di Adamo ed Eva.

Dico quel che penso e faccio quello che dico
l’azione è importante siamo uomini troppo distratti
da cose che riguardano vite e fantasmi futuri
ma il futuro è toccare mangiare tossire ammalarsi d’amore.

Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva.
La favola di Adamo ed Eva.

(M. Gazzè)

6 responses to “La favola di Adamo ed Eva”

  1. Avatar Fino
    Fino

    Ti invito a leggere il mio ultimo post contenente una proposta.
    Buona giornata
    Fino

  2. Avatar Pim

    Grazie Fino. Ciao.

  3. Avatar zia elena

    “..Soprattutto quelle che da sempre racconto per ingannarmi”
    Anch’io.
    Ciao, Pim. Buona settimana.
    Zia Elena

  4. Avatar Pim

    Anche a te, Elena. Ciao.

  5. Avatar luigi

    Qualche volta credere nelle favole può essere d’aiuto a realizzarne una vera. E’ un augurio.
    luigi

  6. Avatar anecòico

    concordo con luigi… almeno per i prossimi cinque minuti, poi tornerò al mio pessimismo cosmico
    anecòico

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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