Gomorra

Gomorra

Già dalle prime sequenze ambientate in un solarium l’impressione è di immergersi in un mondo alieno: la luce blu e il rumore delle lampade abbronzanti, chiacchiere e musica in sottofondo, poi la violenza che deflagra fulminea come un raptus.
Garrone lavora per sottrazione, ricavando dal libro di Saviano cinque tracce che scorrono parallele in un’unica spaccatura della terra senza mai incontrarsi. Imbraccia la mdp e si piazza alle spalle dei protagonisti seguendone i movimenti scomposti dentro casermoni fatiscenti, stazioni di servizio in disuso, cave abbandonate. In questo girone dantesco alligna il Sistema, entità multinazionale che s’incarna non solo più nello spaccio della droga, ma soprattutto nel riciclaggio dei rifiuti tossici o nella contraffazione delle griffe. E che si alimenta succhiando tutta la vita dalle vene, infettando i gangli, impedendo qualunque riscatto o via d’uscita.
Garrone si limita a riprendere immagini e parole come se girasse un documentario, asettico e impassibile, senza compiacimenti, far nomi o commentare. La realtà scaturisce di per se stessa dal fango e dal sangue come un’idra mostruosa e ripugnante. Per sostenerne lo sguardo incomprensibile occorre sospendere le proprie facoltà critiche, ghiacciare le emozioni e puntare i piedi. Non cedere all’angoscia è l’ultima speranza praticabile.
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Gomorra
di Matteo Garrone
con Tony Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale
(Italia 2008, 135’)
In concorso al 61° Festival di Cannes.

17 responses to “Gomorra”

  1. Avatar nice
    nice

    Ci sarebbero da dire molte cose a riguardo di un film del genere,ma sono ancora stordito dalla grandezza e dalla portata di quello che ho visto

  2. Avatar dragor

    Ciao Pim, Garrone ha tirato il colpo basso. Quando gli italiani parlano di camorra e mafia,la Palma d’Oro è assicurata.
    dragor (journal intime)

  3. Avatar agnese
    agnese

    dragor.. che diavolo stai dicendo??
    ://

  4. Avatar irenespagnuolo

    Ho letto il libro, da quello che ho capito il film ha lo stesso respiro.

  5. Avatar Pim

    Nice, la lezione di “Gomorra” sta nel riappropriarsi della lezione del cinema neorealista di Rossellini e De Sica. La mdp pedina i personaggi secondo l’insegnamento zavattiniano rendendoci la vita di strada a cielo aperto, che è cronaca e non spettacolarizzazione.

  6. Avatar Pim

    Ciao Dragor. La mafia e la camorra sono diventate un impero affaristico multinazionale che non è più possibile definire come esclusivamente italiano. E poi non basta parlarne per vincere una Palme d’Or o qualunque altro riconoscimento. Il film di Garrone ha un valore artistico intrinseco, questo sì, e spero che Sean Penn come presidente della giuria ne tenga conto.

  7. Avatar Pim

    I pareri qui sono discordi, Irene. Qualcuno sostiene che il film sia ancora più apocalittico del romanzo, io penso il contrario. In ogni caso sono due creature felicemente distinte, che si richiamano, integrandosi nella propria autonomia artistica.

  8. Avatar giuly
    giuly

    Mi sembra un buon film, con alcune belle idee, scene efficaci e bravi attori, ma non un capolavoro.

  9. Avatar luigi

    Non ho ancora visto il film, il libro l’ho letto e sono di origini campane. Il film insieme al libro sono un’opera meritoria fosse solo perchè sbattono in faccia ai lettori-spettatori la realtà mostruosa, violenta totalizzante di un mostro il cui unico nemico forte e temibile è l’attenzione mediatica. Ma questo è vero per tutte le mafie. E l’attenzione mediatica è anche il modo, l’unico modo perchè Roberto Saviano non venga lasciato solo. Se accadesse sarebbe semplicemente assassinato.
    luigi

  10. Avatar dragor

    Si’ Pim, ma a parità di merito, la mafia e la camorra trattate da un italiano sono un argomento che “tira” più degli altri. Nell’ambiente lo sanno tutti: è uno stereotipo qui marche à tous le coups, come l’opera e gli spaghetti. Non mi stupirei se Gomorra vincesse la Palme d’Or.
    Good night, a presto
    dragor (journal intime)

  11. Avatar napoletano

    Io a Gomorra ci sono nato.
    Sono cresciuto dentro Gomorra.
    Ho visto Gomorra arrivare invisibile nelle vostre regioni.
    Credete che Gomorra sia a Napoli?
    O meglio solo a Napoli?
    No.
    Quello che Saviano sta cercardo di farvi capire è che Gomorra siete anche voi, che vivete altrove.
    La droga che passa da Secondigliano finisce nelle vostre piazze.
    Il lavoro nero del settore tessile trasforma i vostri borghi in agglomerati di case popolari e disoccupati.
    Gli accordi internazionali con le altre mafie condizionano la penetrazione commerciale dei vostri prodotti “legali”.
    L’impossibilità di costruire un’opera pubblica senza rimetterci miliardi e non vederla finita, vi zavorra fuori dall’Europa.
    Il controllo che hanno su voti e lavoro impedisce l’accesso dei cittadini al “vostro” contesto civile e democratico.
    Avete notato che fanno 3000 manifestazioni contro le discariche e non una contro la Camorra o per chiedere la polizia?
    Gomorra sembra Scarface, ma non lo è. Non fa rumore e vuole il controllo.
    Non è Miami, è Medellin, Tijuana, Tres Fronteras.
    Quanto è largo il “cono d’ombra” di queste “capitali del traffico”?
    Entro quale raggio si muovono i loro “agenti commerciali”?
    Se avete letto Gomorra, sapete che sono ad Aberdeen e Shangai: pensate che non siano anche a Rogoredo o Verbania?
    E non a chiedere “semplicemente” il pizzo, immagino, ma a comprare filande a Biella o concerie a Modena.
    Tra qualche anno avrete anche voi i “vostri” Bassolino.
    Quanto manca?
    O meglio, c’è ancora tempo?
    Questa è la domanda giusta, forse sono già al loro posto e non lo sapete.
    Non avete visto un film o letto un libro, avete scoperto cosa succede sotto casa vostra o nell’appartamento di fianco.

  12. Avatar Pim

    Il libro sconvolgente di Saviano illustra proprio quanto dici, fin dalle prime righe. La Camorra si è infiltrata in maniera impressionante ovunque – addirittura in Scozia. L’abbiamo come vicina di casa più di quanto non sospettiamo. Non soltanto implicata nello spaccio della droga, ma anche nella realizzazione delle opere pubbliche, in affari apparentemente legali. Occorre vigilare, sempre.
    Grazie per il tuo appassionato intervento.

  13. Avatar mimì
    mimì

    è vero la mafia e la camorra sono in tutta italia – ciascun soggetto politico ha il suo referente mafioso o meglio il mafioso ha bisogno del suo referente politico.Diciamo che al sud è più evidente – si fanno i nomi pure di chi sono – al nord è più sottile…più sofisticata ma c’è eccome.

  14. Avatar napoletano
    napoletano

    Non semplicemente nella realizzazione delle opere pubbliche, in affari apparentemente legali.
    Nelle “vostre” banche, nelle finanziarie, nelle imprese edili, nelle forniture di servizi, mense e pulizie, nei consigli d’amministrazione delle aziende.

  15. Avatar dragor

    Lo avevo detto che avrebbe vinto
    dragor (journal intime)

  16. Avatar lupusalberto

    …ma non Vi pare che stiamo dando una cattivissima immagine al nostro Bel Paese??? Ma ci voleva Roberto Saviano???? Dalle mie parti si dice…”Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”…

  17. Avatar Leopoldo Apa
    Leopoldo Apa

    Ho visto il film e sto leggendo il libro.
    Ho un’unica osservazione da fare sul film, che è un’ottima descrizione fino al 2° livello della camorra e, come scritto da “napoletano”, un atto di accusa verso noi che siamo i primi a convivere con la malavita. Manca ogni accenno al 3° livello: quello politico. Non so se Saviano ne accenni nel libro.
    Nel fare un paragone con il film “la capa gira” sulla malavita barese degli anni ’90, debbo dire, da barese, che

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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