Percorsi_di_luce

Edgar Morin definisce il cinema “un sistema che tende ad integrare lo spettatore nel flusso del film e il flusso del film in quello psichico dello spettatore”. La visione di un film costituisce un’esperienza totale, quasi mistica: ci si lascia coinvolgere e invadere dai simulacri immateriali appartenenti ad un altro mondo. L’oscurità della sala porta a concentrarsi meglio su ciò che si ha davanti. L’isolamento, l’immobilità, l’alterazione della percezione sensoriale (l’amplificazione del suono e l’ingigantimento delle immagini), la sovrapposizione del tempo reale con il tempo del film, creano un modello di spaesamento liberando i moti più segreti del cuore. Lo schermo è un luogo magico dove si possono ricostruire in una storia comprensibile i frammenti sparsi della propria esistenza turbinosa. Ognuno di noi proietta su di esso i desideri inconfessati, i sogni irrealizzati, le fantasie più sbrigliate e ottiene una spiegazione accettabile, seppure apparente. Dunque il cinema non è soltanto uno specchio del mondo ma un archivio di anime.
L’esperienza può essere vissuta in modo solitario però, come sostiene Gianni Canova, il cinema è un territorio inevitabilmente relazionale. La sala diventa una basilica ludica, il luogo di un rito – per propria natura collettivo. La condivisione delle emozioni aggiunge fascino, suggestione, mistero a questo rito dove spazio e tempo si annullano, l’impossibile diventa possibile, l’immaginazione verità.

6 responses to “Percorsi di luce”

  1. Avatar Pim

    La fotografia ritrae la sala Chico del cinema Fratelli Marx, che si trova in Corso Belgio 53 a Torino. Il mio preferito…

  2. Avatar Antonio Cracas

    Molto bello e molto vero, mi ci sono riconosciuto come spettatore.
    Ciao
    Antonio

  3. Avatar Fabio

    Spesso mi meraviglio nel pensare come è cambiato il cinema: un tempo non esistevano le multisale con con comode e larghe poltrone, non c’erano effetti speciali, eppure il coinvolgimento era grande e ogni volta che si decideva di andare un avvenimento, una festa. Un caro saluto, Fabio.

  4. Avatar Fino

    Ho una certa età e quindi mi riconoscono nelfascino delcinema di una volta e in “Nuovo cinema Paradiso” di Tornatore.
    Buona giornata, Pim
    Fino

  5. Avatar Pim

    Buñuel diceva: “Il cinema […] è lo strumento migliore per esprimere il mondo dei sogni, delle emozioni, degli istinti. Lo si direbbe inventato per esprimere la vita del subconscio, le cui radici penetrano così profondamente nella poesia”.
    Grazie per i vostri interventi.

  6. Avatar Prishilla

    Io adoro la sensazione che mi da il cinema semivuoto. Credo che questo abbia a che fare con l’idea di vivere un rito collettivo in modo speciale, pi intimo, più privato. Arroganza o timidezza, chissà….
    Prish

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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