Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
(.)
Carissimo P.,
forse conoscevi già questi versi di Saba dedicati a Trieste.
Quando torno sono sempre immediatamente colpita dalla piacevole sensazione di trovare contrasti perfettamente conciliati: si respira l’aria salmastra e piena delle città distese sul mare (tra loro simili a prescindere dalla latitudine, al punto che Napoli, Bari o Ancona sembrano sorelle separate dalla nascita), mescolata ad eleganza asburgica, cordialità espansiva delle voci.
Di notte la bellezza illuminata di Piazza Unità, quasi svuotata, mi è sembrata un palco accogliente.
A Ferrara ho avuto altre emozioni. Era deserta. Bellissima.
Ero nel Museo Boldini in pura solitudine. Un palazzo dell’ottocento – Palazzo Massari – custodisce la perfezione delle sue donne affascinanti.
I musei sono i miei posti preferiti. A volte sono quasi sorpresa che nessuno possa deturparli, chiuderli; la loro armonia, gli spazi estesi, i silenzi, sono una ferita alla mediocrità.
Forse negli ultimi anni ho abusato, ne ho visitati molti, ho ricordi frammentati; allo stesso tempo, però, è come se li avessi interiorizzati e ne portassi continue tracce.
È vero, sono stata al mare, ma le città in estate sono luoghi pieni di suggestione.
Un abbraccio molto speciale
L.





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