Rientri e spaziatureUna brezza leggera da nordovest ha soffiato via gli ultimi giorni d’agosto. In questo passaggio finale d’estate i ricordi già sbiadiscono nella memoria come le sequenze di un vecchio film. Si schiara l’abbronzatura sulla pelle, canotte e bermuda finiscono ripiegati negli armadi, le valigie ritornano in soffitta a riempirsi di polvere. Ora si guarda avanti, strizzando un po’ gli occhi, cercando di scorgere qualcosa tra i primi vapori mattutini. Nell’attesa che venti ed eventi diano finalmente respiro ai pensieri.

6 responses to “Rientri e spaziature”

  1. Avatar Gian Contardo (Buffalmacco)

    Anche questo è un crepuscolo, momento di transizione in cui tutto sembra sospeso.
    Meglio godersi questa breve pausa, queste ore/giorni che portano dalle vacanze alla piena ripresa delle attività.
    M4glio goderselo e non affrettare il passo della mente verso l’ispirazione quando i piedi sono ancora immobili sul terreno della realtà.
    Ancora un po’ e ci si potrà muovere completamente, armoniosamente.

  2. Avatar Fino

    Amo l’autunno fatto di piccole sfumature e di note che volgono alla malinconia.
    Buona giornata
    Fino

  3. Avatar gobettiano

    Alla prima giornata di sole autunnale si aprirà alla vista un bellissimo panorama-
    luigi

  4. Avatar dragor
    dragor

    Ma quale autunno? Oggi sono andato a nuotare all’Esterel e si moriva di caldo
    dragor (journal intime)

  5. Avatar irenespagnuolo

    Anche da me si muore di caldo come da Dragor ma non posso farmi una nuotata perchè manca il mare accidenti!
    Ecco Pim, non avendo fatto alcuna pausa avverto meno i passaggi.
    Ma si, un bel settembre e poi dimenticherò che non so più cosa sono le vacanze!
    Ciao Pim
    Irene

  6. Avatar Pim

    In effetti la temperatura di questi giorni ha più gradi del previsto e non invoglia certo ad assumersi impegni. Ma l’estate si sta visibilmente dissolvendo, il traffico è ritornato ad essere quello solito e la gente, sebbene abbronzata, intrattabile come sempre…
    Grazie per i vostri interventi.
    🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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