Alassio
Sarebbe facile – un’elegante soluzione – dire che niente è cambiato. Il lungomare, il minigolf, i baretti, persino i bagni Helios (gli ombrelloni gialli invece che blu). Ma si tratterebbe di finzione poetica, e lo sai bene. Ti rivedi invece in quel chiarore crepuscolare di fine agosto, appoggiato al parapetto sul molo, mentre pensi: questa è l’ultima volta. Come un tappo di sughero venuto inaspettatamente a galla. Lidia aveva i capelli sgranati, la pelle accaldata, un’espressione fragrante in viso. Nulla di preoccupante, nessun segreto a frapporsi. La voce dei gabbiani prometteva un bene che il cuore già presagiva fiducioso.
Non avvenne mai.
Alassio sarebbe diventata un grumo da rimuovere, prima, una stanza di scaffali vuoti dopo.
Vent’anni più tardi – diciannove per l’esattezza – rimane un semplice gioco di ricordi in progressione. Il budello, il muretto, corso Diaz, la Gallinara, i Baci. E lo stesso posto sul molo, la luce dorata del tardo pomeriggio, non una nuvola nel cielo rinfrescato dal vento francese. Tutto normalmente lì, senza scossoni, trasalimenti, ripulito dalla polvere raccoltasi nel frattempo sul fondo della memoria.
Due ragazzi si fanno coraggio, poi si tuffano nelle onde fredde della baia.
E allora lascia in pace le persone e le circostanze. Anche te stesso, se riesci. Nulla è più come prima, né potrebbe esserlo. È il tuo sguardo, che è un organismo vivente, ad essere cambiato.

(Alassio, 6-7 settembre 2008)

7 responses to “Alassio”

  1. Avatar Fino

    Certo, la polvere si è raccolta sul fondo della memoria, ma essa produce il miracolo di riportare gesti,volti, parole che una volta ci appartennero.
    Buona serata, Pim
    Fino

  2. Avatar Pim

    Buona domenica, Fino.

  3. Avatar gobettiano

    Riesci ad esprimere una sensibilità enorme in certi post, a far pensare alle proprie nostalgie, a rivivere i propri ricordi.
    Ho la sensazione di una certa malinconicità che, per normali e comprensibili diversità caratteriali, non provo.
    luigi

  4. Avatar Pim

    Caro Luigi, in verità non ho un temperamento malinconico e sono poco incline alla nostalgia: attraverso momenti nei quali sono pensieroso e trovo particolare conforto nella scrittura. Sono molto legato ai ricordi, questo sì, e, come Firmino, tendo a mescolarli con i sogni. Confesso che questo procedimento spontaneo non solo non m’immalinconisce, ma mi diverte assai.
    Ciao, grazie per il tuo intervento.

  5. Avatar dragor
    dragor

    Louis Nucéra, lo scrittore niçois, diceva che dalle ordinate spiagge italiane si sprigionava una deliziosa malinconia anni ’60, cosi’ diversa dalla gioiosa confusione delle spiagge della Côte. Hai reso splendidamente questa malinconia di fine estate. Un pezzo d’autore
    dragor (journal intime)

  6. Avatar angelsette

    Non chiudere gli occhi…..puoi vedere…..
    è…dentro di te il volere di una svolta…….
    innanzi a te la verità…
    tu puoi…loro possono..noi possiamo…
    tu vedi…loro vedono…noi vediamo….
    a breve….per il volere di…..
    tu giocherai agli spettri…
    loro diventeranno spettri…
    prima di incidere nasi ed occhi…
    rifletti….
    sei libero…..e da sempre…..

  7. Avatar Pim

    Sono parole molto belle.
    Grazie.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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