Via_col_vento

Un giudizio di pancia, gastrointestinale: disgustoso. Di più, rivoltante. Razzista, sessista, nostalgico – così lo definisce il Mereghetti, per poi dargli quattro palle al merito. Due al quadrato?
Rhett Butler è un bifolco arricchitosi con la speculazione di guerra. Rossella O’Hara è bizzosa, testarda e rompiballe: l’incubo di ogni uomo capace d’intendere e volere. Dopo dieci minuti verrebbe voglia di appiccare personalmente il fuoco alla piantagione di Tara e chiuderla lì. Invece la tirano alla lunga per quattro ore.
Domani è un altro giorno? La guerra civile si è spostata in Iraq, i petrolieri hanno preso il posto dei piantatori di cotone, Rhett ha infilato la maglietta della salute e si fa chiamare George W., Bruno Vespa si è per giunta appropriato della colonna sonora. Mah, fate voi. Francamente me ne infischio…

8 responses to “Via col vento”

  1. Avatar Amanda

    Bisogna anche moltiplicare le 4 ore al quadrato: alzi la mano chi non ha mai visto una replica.
    Ciao Pim :))))

  2. Avatar Pim

    🙂
    In effetti hai ragione, l’ho rivisto un paio di mesi fa – trasmesso da Rai3. Abbiocco totale…

  3. Avatar gobettiano

    Post grandioso per me. Non serve dire altro.
    luigi

  4. Avatar Pim

    Troppa grazia, Luigi!
    Ciao, buona giornata.

  5. Avatar marieagnees

    Mi hai strappato il buonumore in un lunedì grigio… fantastico. (Pensa che ai tempi di O’Selznick, o come cavolo si scrive, bisognò pagare una multa per lasciare integro quel “I don’t give a damn” finale, oggi chissà cosa bisognerebbe far pronunciare a Butler/Bush, per eguagliare il turpiloquio coi tempi che corrono….)

  6. Avatar Pim

    Quel “I don’t give a damn” è diventato persino una canzone (di Avril Lavigne). Per dire come passa il tempo…
    Ciao Marieagnees, sono contento di ritrovarti.
    Un abbraccio.
    Pim

  7. Avatar marieagnees

    Una canzone?
    Ohibò, come sono lontani i tempi in cui ero musicalmente informata….

  8. Avatar Pim

    A chi lo dici… questa cosa della canzone l’ho saputa da poco – e neppure la conosco (dovrei?)…
    Sono rimasto ai cantautori degli anni ’70, ai Beatles e agli Stones (citati nel post “Via dei gabbiani”…).
    Però, accidenti, quella era musica…

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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