Per trovare qualcosa di pulito bisogna sempre spostarsi di qualche miglio.
Pim,
lo confesso, a me il deserto non piace, nonostante ne riconosca il fascino, ma…non fa per me, amante dei boschi.
La ricerca del pulito, invece, può ispirare spazi aperti, come, appunto, il deserto.
Buon fine settimana, Pim.
Un abbraccio.
Elena
Mi piace molto passeggiare per i boschi (soprattutto quelli del Trentino), respirare l’aria frizzante dei monti. Il deserto però costituisce un’esperienza che avvicina per un verso all’Io e per un altro all’infinito. In mezzo a tutto quel vuoto cocente ci si sente come minuscoli grani di sabbia, le orme svaniscono nel vento, la voce si perde nel nulla. E nulla disturba il silenzio, la pace, questa luminosa sensazione di pulizia assoluta di cui parlava Lawrence e che anch’io ho provato.
Buon fine settimana anche a te, Elena, ciao.
L’esperienza del deserto sembra essere per molti un’esperienza di grande intensità e molti dicono che una volta provata se ne conserva per sempre la nostalgia. Anche per me è esattamente così: non saprei spiegare con precisione il perchè, ma può darsi che abbia qualcosa a che fare con il sentirmi “ripulita”….
Un saluto e buon finesettimana, Prish
… infatti si dice fare deserto.
Soprattutto bisogna allontanarsi da casa, dalla quotidianità e dalle abitudini consolidate che offuscano gli occhi, impolverano la mente.
bello il deserto… per chi non ha paura della vacuità del nostro contemporaneo 😉
Grazie per i vostri interventi, buona settimana a tutti.
Pim
Ironia della sorte: forse dovrò andare nel deserto (più o meno), per lavoro.
Che il tuo fosse un post premonitore???
‘notte.
Elena
(PS: tu, piemontese, nei boschi del Trentino? )
Un lavoro che ha a che fare con il petrolio o i cammelli?
🙂
Sono piemontese, ma mia madre è nata in Trentino e anch’io sono molto legato a quei luoghi…
Un abbraccio, ciao.
No, con le barche, pensa un po’…
Mi congedo con questo alone di mistero.
Alla prossima.
Elena
PS: Quando sogno di “scappare via”, penso a qualche baita solitaria tra la Val Gardena e la Val Badia….

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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