Cara E.,
Da due giorni ho un imbianchino che gira per casa. È un tipo strano, taciturno. Da giovane voleva fare il prete, poi ha rinunciato e si è dedicato ai pennelli. Pensa: è di origine olandese e ha lavorato in Francia per molti anni (dalle parti di Arles) dipingendo come un matto. In effetti non credo sia tanto sano. Conduce una vita sregolata e solitaria, non frequenta quasi nessuno tranne il fratello. Pare che la gente lo eviti per via del carattere piuttosto strambo.
Ah, gli manca un orecchio.
E tiene in tasca una pistola.
Bah.
Non ci sono più i pittori di una volta….

Limbianchino_3

(E-mail inviata nell’ottobre 2004)

5 risposte a “L’imbianchino”

  1. Avatar Fino

    Appena finisce da te, Vicent lo potresti mandare da me?
    Qui c’è un suo amico che tornando dalla Polinesia vorrebbe salutarlo.
    Buona giornata, Pim
    Fino

  2. Avatar Pim

    Ah, sì, quello che lavorava in un villaggio turistico a Tahiti…

  3. Avatar laura
    laura

    alla maniera di woody allen… molto divertente!

  4. Avatar Pim

    È un gran bel complimento, Laura. Grazie.

  5. Avatar irenespagnuolo

    Bel colpo, Pim :)))

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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