Qualcosa

Nel volgersi, incontrò lo sguardo di lei che lo fissava. E vide anche quel movimento con l’avambraccio destro che intanto stava compiendo, un arco di cerchio dalla mano sinistra verso la borsa posata sul tavolo. Nell’altra stringeva qualcosa che scomparve subito in una tasca laterale provvista di cerniera, richiusa accuratamente. Pur sentendosi osservata non aveva indugiato né affrettato i tempi, ma aveva portato a termine l’azione con la calma con cui era stata avviata.
Lui si sedette nuovamente accanto. <>, disse senza distogliere l’attenzione dall’espressione del suo viso.
Lei allora, come sempre, gli sorrise.

8 responses to “Qualcosa”

  1. Avatar rosanna
    rosanna

    qualcosa che sa di lento e misterioso… lo fai spesso pim: accenni, non dai riferimenti precisi, lasci in sospeso il lettore, anzi sembra che lo vuoi turbare di proposito. bianco e noir. n’est-ce pas?
    rosy

  2. Avatar irenespagnuolo

    Eh si Pim sei un artista del disegno appena abbozzato…Lanci un sasso. O cogli un attimo e lo fissi lì come un post it sul quale ogni tanto và a cadere l’occhio o attraverso il quale elaborare una serie di pensieri successivi.
    E forse ti piacciono infinitamente i piccoli passaggi, una parola, un gesto. Perchè spesso racchiudono un mondo di emozioni. O le risposte a qualcosa. O semplicemente una direzione…
    Quando incolli qui questi frammenti mi fai correre, su quel filo meraviglioso che è la realtà vestita da racconto o la fantasia che assomiglia tanto a quello che ci passa ogni giorno sulla pelle.
    Hai notato le categorie? Io uso “tra realtà e fantasia” tu metti diario e racconti…
    Buon week end, Pim
    Irene

  3. Avatar irenespagnuolo

    ho sbagliato a scrivere nella fretta. La mia categoria è “tra realtà e racconto”…
    Insomma raccontiamo la fantasia o la realtà?!?!
    :)))

  4. Avatar Pim

    Rosy:
    C’est comme ça. Dare risposte, certezze, non è il compito di un racconto – anche breve e semplice come questo.

    Irene:
    🙂 Probabilmente una via di mezzo. Di vero, come giustamente dici, c’è l’attenzione ai dettagli, il desiderio di fissare un istante. Da qui s’innesca un meccanismo di rielaborazione, in cui l’immaginazione gioca un ruolo importante: è come inventarsi delle macchie di Rorschach. Penso che funzioni più o meno così anche per te…
    Grazie per l’attenzione che mi riservi sempre, buon fine settimana.
    🙂

  5. Avatar Antonio Cracas

    Comunque sia… sempre bravo Pim.
    🙂
    Ciao
    Antonio

  6. Avatar Pim

    Troppa grazia, sant’Antonio!
    🙂

  7. Avatar dragor
    dragor

    Sono d’accordo con Irene. Lanci il sasso e nascondi la mano… 🙂
    dragor (journal intime)

  8. Avatar Pim

    Bisogna seguire la traiettoria del sasso, non quella della mano…
    🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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