<< No, non ci ho fatto caso… chi? >>.
<< Gasparri >>.
<< Caspita… per fortuna me lo sono perso >>.
Con Lucia funziona sempre così. Ha l’occhio vigile e allenato della starwatcher, non le sfugge praticamente nessuno. << Al bar, lì seduta… c’è Piera Detassis che si sta strafogando. Guarda Carofiglio che fa il piacione… e di fronte a noi, eccolo, Luca Barbareschi >>.
Io sono invece più distratto, per individuare qualcuno devo praticamente sbatterci contro. Accadde molto tempo addietro con Platini, nella vecchia sede della Juve in Galleria San Federico: mi voltai e quasi lo travolsi (pensa se l’azzoppavo…). Due anni fa avvistai Marta Flavi a Villa Borghese – ma non conta. A Termini incontrai Er Pecora, alias Teodoro Buontempo, e resistetti alla tentazione di mettermi a belare. Più di recente, ad un semaforo rosso mi si è affiancato Del Piero: gli ho rivolto solo un cenno, cortesemente ricambiato.
Perché noi torinesi siamo così: i personaggi famosi non li assaltiamo per un autografo o una fotografia. Anzi, pur di evitare la figura degli importuni, per non passare da rompiballe, neppure osiamo salutarli. Da bambino giocavo sovente con Marco Travaglio (le nostre madri sono amiche di lunga data), ma quando il mese scorso l’ho avvicinato in occasione di una conferenza sono arrossito come un pachino.
Nonostante tengano in buon conto il consenso popolare, a molti vip non dispiace essere lasciati in pace. Li capisco. Se qualcuno mi fermasse per strada strillando “Tu sei Pim, quello dei Risvolti!”, sarei tentato di rispondergli “No, mi confondi con Baricco” – se non fosse per quell’orrendo film che ha fatto.
Comunque sia, al Festival di Roma sono passato inosservato proprio come l’onorevole Paolo Cento. Ma il problema è suo, non mio.
I miei allora dormono della grossa. O sono messi talmente a dura prova che hanno bisogno di sostanziosi rinforzi. Com’è successo durante il Festival. << Questo chi è… >>, domando a Lucia. Stavolta persino lei appare perplessa: << Credo… mi sembra un giornalista… >>. Dopo un po’ ho un’illuminazione: << Ha a che fare con qualche associazione dei consumatori, però non ricordo il nome… >>.
Tornato a casa ho compiuto una breve ricerca su internet, per scoprire che si trattava di Carlo Rienzi, presidente del Codacons.
Quando gliel’ho riferito, Lucia è scoppiata in una risata: << A bbello! Quella sera c’erano in giro Verdone, Servillo, Viggo Mortensen, e tu ti becchi il mejo fico der bigoncio… >>.
Va bene, Lucia non parla proprio così. Però i miei neuroni, almeno un pochetto, funzionano.








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