Baricco_2

Oggi pomeriggio Piazza Castello presenta un aspetto trasandato. Il tram fermo all’incrocio con Via Po ha bloccato il traffico, ci sono pedoni che sciamano con il rosso e macchine ovunque, parcheggiate anche in seconda fila. Scanso un venditore ambulante di qualchecosa ed entro da Feltrinelli, lasciando sul selciato i pensieri e l’umidità.
Montalbano per mia madre, Stieg Larsson per Giulia – non lo trovo, una commessa mi indica la pedana davanti alla cassa. Ed io L’amore fatale di McEwan.
Mentre armeggio con lo scaffale scorrevole si avvicina una faccia nota. Il neurone preposto al riconoscimento delle star si mette a ruotare vorticosamente come una slot machine. Dang, dang, dang.
È lui.
Sta ad osservarmi con la testa inclinata, un’aria da rimprovero: << E quindi tu ti spacceresti per me >>.
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La cassiera mi guarda interrogativa: <>.
Dietro di me si è formata la fila.
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6 responses to “Baricco”

  1. Avatar laura
    laura

    mi sembrava tutto un pò strano, ho capito solo alla fine. molto divertente, pim.

  2. Avatar Sara
    Sara

    Giuro che il mio post l’ho pubblicato prima di leggere il tuo….giuro! E che la “mia” Biblioteca non è la Feltrinelli di Torino.
    Felice incontro, e un caro saluto
    Sara (corsara sloggata)

  3. Avatar Pim

    Grazie per la visita Sara, passa quando vuoi.
    Un caro saluto anche a te.
    Pim

  4. Avatar rosy
    rosy

    Sopravvalutato, dici bene pim. personalmente apprezzo poco il suo stile, influenzato com’è dalla letteratura americana contemporanea.

  5. Avatar pinky06

    Nei suoi libri ci sono parti che mi piacciono e altre meno, è molto valutato, forse troppo
    fantasma in libreria, chissà come la prenderebbe;)

  6. Avatar Pim

    Potrebbe fornirgli l’ispirazione per un racconto.
    O magari per una querela, chissà…
    Ciao Pinky, a presto.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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