Oggi pomeriggio Piazza Castello presenta un aspetto trasandato. Il tram fermo all’incrocio con Via Po ha bloccato il traffico, ci sono pedoni che sciamano con il rosso e macchine ovunque, parcheggiate anche in seconda fila. Scanso un venditore ambulante di qualchecosa ed entro da Feltrinelli, lasciando sul selciato i pensieri e l’umidità.
Montalbano per mia madre, Stieg Larsson per Giulia – non lo trovo, una commessa mi indica la pedana davanti alla cassa. Ed io L’amore fatale di McEwan.
Mentre armeggio con lo scaffale scorrevole si avvicina una faccia nota. Il neurone preposto al riconoscimento delle star si mette a ruotare vorticosamente come una slot machine. Dang, dang, dang.
È lui.
Sta ad osservarmi con la testa inclinata, un’aria da rimprovero: << E quindi tu ti spacceresti per me >>.
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La cassiera mi guarda interrogativa: <>.
Dietro di me si è formata la fila.
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