Per_non_dimenticare_3

Il pubblico si accomoda in sala producendo un mormorio ovattato di moquette e poltrone. Ad un anno dalla tragedia alla Thyssen-Krupp, costata la vita a sette persone, i Lavoratori del Teatro Regio di Torino hanno deciso di offrire alla cittadinanza un concerto straordinario… Un silenzio compatto, una lunga pausa a capo chino, gravida di dolore che non trova ragione né logica. Solo un respiro diffuso, ciò che rimane di quel big bang che sconvolse la notte e le coscienze. …Per non dimenticare quei drammatici momenti, per non dimenticare i familiari, per non dimenticare i lavoratori che purtroppo continuano a morire sul posto di lavoro, per non dimenticare le difficoltà di chi ha un lavoro precario o di chi un lavoro non ce l’ha più… Lo ricopre il fragore delle mani che adesso applaudono, come pioggia nelle grondaie.
Le luci calano d’intensità a creare penombra, solo il palco risplende di porpora e oro. Lo sgomento finora trattenuto prende la consistenza sonora delle note emesse dagli strumenti e dalla voce del coro. Il Requiem di Mozart, con la sua forza metafisica, rompe gli argini alzati tra la vita e la morte, ci precipita nel mistero sublime e tremendo dell’inconoscibile.

8 responses to ““Per non dimenticare””

  1. Avatar Fino

    Ho avuto l’impressione che sia la città di Torino che la nazione si siano dimenticati di questa grande tragedia.
    Un abbraccio
    Fino

  2. Avatar girasole
    girasole

    Purtroppo chi non dovrebbe dimenticare, l’ha già fatto.
    Ciao

  3. Avatar irenespagnuolo

    Quando la vita di qualcuno vale poco o nulla non c’è più speranza per nessuno.
    🙁

  4. Avatar Pim

    Non ho l’impressione che il Paese e Torino, in particolar modo, abbiano dimenticato la tragedia della Thyssen. Al contrario, in città l’emozione è ancora assai forte. E’ la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro ad essere in larga misura ancora disattesa.
    Grazie per i vostri interventi, buona giornata a tutti.

  5. Avatar rosy
    rosy

    sabato scorso ho partecipato alla manifestazione e posso testimoniare che la gente era tanta e ancora scossa. purtroppo in italia continuiamo a essere carenti nella prevenzione e nella sicurezza e i controlli risultano poco efficaci

  6. Avatar demata

    Se muoiono 5 operai a Torino se ne parla per anni, se muoiono 15-30 ricercatori al Sud, tutto tace; come se accadesse in Croazia o in Svizzera.
    Leggi:
    http://parthenope.blog.lastampa.it/parthenope/2008/12/stoned.html

  7. Avatar gobettiano

    Molto a fondo nel cuore va il tuo modo di esprimere il ricordo di quella tragedia.
    E’ un grano di un rosario troppo lungo.
    luigi

  8. Avatar Pim

    Conosco quella vicenda, Demata. C’è un’indagine in corso, per ora nulla di certo nonostante le testimonianze facciano pensare ad una correlazione. Ne seguiremo attentamente l’evoluzione.

    L’altra sera al Regio, Luigi, erano presenti anche alcuni familiari dei defunti. Il dolore appariva ancora visibile sui loro volti, mi chiedevo se un giorno troveranno un po’ di pace…
    Grazie per i vostri interventi, buona giornata.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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