La solitudine è un problema di orgoglio.
Per orgoglio ci si seppellisce dentro il proprio dolore.
(Orhan Pamuk)
La solitudine è un problema di orgoglio.
Per orgoglio ci si seppellisce dentro il proprio dolore.
(Orhan Pamuk)
Comprendo visto che proviene da Pamuk…ma non mi ci ritrovo proprio.
Capovolgerei tutto.
Irene
È una frase che non esprime pienamente il mio modo d’essere.
Tuttavia capita di vedere persone isolarsi per mere questioni di orgoglio, o che si sottraggono al confronto con gli altri per non mettersi in discussione. Soffrono molto, perché si ritrovano rinchiuse dentro se stesse e non sanno trovare il modo di abbattere quel muro difensivo che hanno costruito.
Un abbraccio, ciao.
A volte la solitudine viene imposta.
certo, può essere anche un atto di grande presunzione.
Buona giornata
Fino
Credo sia una verità parziale. A volte può essere così, ma non mi sentirei di generalizzare. La solitudine ha molti perchè.
Ciao
Tutti d’accordo a “mettere in discussione” le parole di Pamuk, mi pare 🙂
Direi di sì. Possiamo quindi concludere la seduta.
🙂
Arrivo un po’ tardi…
Condivido il tuo primo commento, Pim, come pure quello di Fino e posso solo aggiungere che, in altri casi ancora, la solitudine può essere un “lusso”.
Buonanotte.
Elena
Hai ragione, Elena, come ha ragione Fino: la solitudine può essere una condizione autoimposta, per varie motivazioni. In questo senso va anche la definizione di Pamuk.
Ciao, grazie per il contributo.
Sulla solitudine…
http://www.settemuse.it/poesia/poesia_ricky_solitudine.htm
“… proteggersi dal nulla
senza avere rischi da correre”.
Un’immagine molto densa, vera.
Cordiali saluti.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
Rispondi