La solitudine è un problema di orgoglio.
Per orgoglio ci si seppellisce dentro il proprio dolore
.

(Orhan Pamuk)

10 responses to “La solitudine”

  1. Avatar irenespagnuolo

    Comprendo visto che proviene da Pamuk…ma non mi ci ritrovo proprio.
    Capovolgerei tutto.
    Irene

  2. Avatar Pim

    È una frase che non esprime pienamente il mio modo d’essere.
    Tuttavia capita di vedere persone isolarsi per mere questioni di orgoglio, o che si sottraggono al confronto con gli altri per non mettersi in discussione. Soffrono molto, perché si ritrovano rinchiuse dentro se stesse e non sanno trovare il modo di abbattere quel muro difensivo che hanno costruito.
    Un abbraccio, ciao.

  3. Avatar Fino

    A volte la solitudine viene imposta.
    certo, può essere anche un atto di grande presunzione.
    Buona giornata
    Fino

  4. Avatar girasole

    Credo sia una verità parziale. A volte può essere così, ma non mi sentirei di generalizzare. La solitudine ha molti perchè.
    Ciao

  5. Avatar irenespagnuolo

    Tutti d’accordo a “mettere in discussione” le parole di Pamuk, mi pare 🙂

  6. Avatar Pim

    Direi di sì. Possiamo quindi concludere la seduta.
    🙂

  7. Avatar zia elena

    Arrivo un po’ tardi…
    Condivido il tuo primo commento, Pim, come pure quello di Fino e posso solo aggiungere che, in altri casi ancora, la solitudine può essere un “lusso”.
    Buonanotte.
    Elena

  8. Avatar Pim

    Hai ragione, Elena, come ha ragione Fino: la solitudine può essere una condizione autoimposta, per varie motivazioni. In questo senso va anche la definizione di Pamuk.
    Ciao, grazie per il contributo.

  9. Avatar Pim

    “… proteggersi dal nulla
    senza avere rischi da correre”.
    Un’immagine molto densa, vera.
    Cordiali saluti.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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