I bimbi di Viareggio Ieri pomeriggio invio un sms a Erika, una cara amica viareggina, insegnante di scuola elementare. “… Ho sentito del disastro ferroviario e ti ho subito pensato. Vorrei sapere se stai bene, con la speranza che né tu né la tua famiglia siate rimasti coinvolti. Un abbraccio… ”. Dopo pochi minuti arriva la risposta: “Stiamo tutti bene, ma è una tragedia immane. Sono morti due bimbi della mia scuola…”. 
Vado alla libreria e prendo in mano La peste di Camus. 
Tarrou si rivolge al dottor Rieux dicendogli di conoscere un prete che, durante la guerra, ha perduto la fede scoprendo il viso di un giovane con gli occhi lesionati. “Quando all’innocenza fanno crepare gli occhi, un cristiano deve perdere la fede o accettare che crepino gli occhi anche a lui”.

13 responses to “I bimbi di Viareggio”

  1. Avatar Pim

    Fotografia tratta da http://www.iltirreno.gelocal.it

  2. Avatar gobettiano

    Il dramma non deve impicare, a parer mio, che si crepino gli occhi. Anzi!
    luigi

  3. Avatar dragor

    Perché perdere la fede per cosi’ poco? Il Dio dei cristiani è specializzato nell’infanticidio. Meglio farsi crepare gli occhi, 2 ciechi fanno 2 fedeli.
    Cuiao Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Fino

    Purtroppo da qualche parte c’è sempre un Erode in agguato.
    Buona giornata
    Fino

  5. Avatar Pim

    Luigi:
    Per quel che riguarda l’inchiesta che tra poco inizierà, occorre tenere gli occhi bene aperti. Si sa come vanno a finire le cose da noi…
    Dragor:
    L’infanticida era JHWH. La strage degli innocenti, su cui il Dio dei cristiani aveva una qualche responsabilità, pare non sia mai avvenuta. 🙂
    Fino:
    Hai ragione: purtroppo gli Erodi si sono moltiplicati e ogni giorno attentano, in qualche modo, alla vita dei bambini…
    Grazie per essere intervenuti.
    Pim

  6. Avatar rosy
    rosy

    “perdere la fede o accettare che crepino gli occhi” è una dicotomia per me terribile solo da prendere in considerazione. tu che ne dici, pim?

  7. Avatar Pim

    La verità è che non accetto entrambe le cose e sono alla ricerca di una soluzione impossibile.
    (Ma ce n’è davvero una possibile?)

  8. Avatar sante
    sante

    CHIUDIAMO GLI OCCHI ANCHE QUESTA VOLTA?

    se anche questa sciagura passa senza che nulla cambi, che nessun colpevole vero paghi e che non si faccia niente di serio per scongiurare un nuovo olocausto vuol dire che siamo un popolo ormai definitivamente

    EVIRATO E SCHIAVIZZATO

    di vigliacchi indifferenti anche di fronte all’omicidio dei suoi stessi figli.

  9. Avatar piras
    piras

    Nel suo bellissimo libro ‘La peste’, Albert Camus voleva comunque trasmetterci il valore dell’impegno e della solidarietà (quella vera) che possono scaturire da situazioni drammatiche, come un’epidemia.
    Rispetto a Lo straniero, Camus aveva compiuto un significativo passo in avanti, verso la speranza nella possibilità di costruire un mondo migliore.
    Grazie Pim per averlo citato.
    Buon Pomeriggio.

  10. Avatar Pim

    Lessi “la peste” che avevo 17 anni e mi colpì per lo stile scabro ed essenziale. Rimane ad oggi uno dei miei libri preferiti.
    Ciao Piras, grazie.
    Pim

  11. Avatar Erika

    Grazie Pim…e grazie a tutti i lettori…:)

  12. Avatar homing pigeon

    ciao Pim,
    grazie del tuo post. Perchè parli di una strage che ha colpito un luogo che mi è sommamente caro, e perchè mi hai fatto conoscere una bella blogger. Erika.
    Forse riuscirò a scrivere qualcosa. Sono spesso in ritardo sugli eventi, ma le mie parole non vogliono far cronaca. Piuttosto raccontare emozioni, belle o brutte che siano. E talora ci mettono del tempo, ad emergere, e ad esser pronte per essere buttate su un foglio.
    Sono triste ed arrabbiato per Viareggio e le sue vittime incolpevoli e casuali. Qui il destino non c’entra.
    Ciao Pim, a presto,
    HP

  13. Avatar Pim

    @ Erika:
    Grazie a te per tutto ciò che scrivi.
    @HP:
    Hai ragione, Erika è una blogger bella e brava… Ti leggerò volentieri.
    Buona giornata.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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