Sull'inutilità di Venezia La sensazione è che i grandi appuntamenti festivalieri (Venezia in testa, ma anche Cannes, Berlino) siano diventati irrimediabilmente non necessari. 
Dal televisore che trasmette la cerimonia di premiazione del Leone d’Oro, traspare ogni anno un senso di stagnante inutilità. 
Mentre un evento raccolto e lontano dal gossip come il Tff costituisce una valida occasione per vedere cinema d’eccellenza, la Mostra di Venezia non rappresenta che l’anteprima di qualche blockbuster americano o il traino di film proiettati a tambur battente sugli schermi nazionali. 
Le grandi macchinazioni spettacolari e mondane hanno conquistato definitivamente il sopravvento sui contenuti. Della serie: prendi l’Arte e mettila da parte. 
Prevale la logica industriale, ossessionata dal profitto, degli sponsor in cerca di buoni affari, dei politici al potere che sgomitano in cerca di visibilità, dei media che dedicano ogni attenzione al colore. Il tutto a scapito della qualità delle pellicole, raramente eccelsa, più sovente mediocre. 
A me pare che queste estenuanti passerelle di facce da schiaffi e risibili provocazioni siano diventate una sorta di rito pagano fine a se stesso, esausto, ormai incapace di rinnovarsi.

10 responses to “Sull’inutilità di Venezia”

  1. Avatar Antonio Cracas

    Caro Pim, sono d’accordo. Però, purtroppo, quelli come noi sono dei sognatori incalliti che non vogliono pensare che tutto debba dipendere sempre e solo dal “vil denaro”.
    I cugini, tendenzialmente “socialisti”, d’oltralpe insegnano, ahimè, che “senza il denaro non si può fare la guerra”. E che dopo le rivoluzioni si sono sempre insediati dei dittatori.
    E per quanto riguarda le facce da schiaffi… beh, giocherei volentieri allo schiaffo del soldato: ma con loro sempre sotto, s’intende!
    🙂
    Buona giornata.

  2. Avatar Amanda

    Ciao Pim, anche io ho avuto la stessa sensazione leggendo alcuni articoli. Sembra più importante il nome dell’ospite vip in passerella che i film proposti. Sembra solo un evento di promozione turistica della città, per ingrassare gli alberghi.

  3. Avatar Pim

    @ Antonio:
    Bisognerebbe riuscire a trovare un compromesso tra arte e commercio, consenso del pubblico e ricerca creativa… più facile a dirsi che a farsi. Certo è che, in tempi di crisi come questi, ogni investimento deve avere un ritorno immediato. E allora, tanti saluti al cinema e all’arte tutta…
    Pensavo di postare questo brano su Sottolalente, ma l’hai già fatto tu. Grazie!
    Pim

  4. Avatar Pim

    Ciao Amanda. Hai ragione, esiste un importante turismo festivaliero: ne ho fatto parte anch’io, a Roma, per le prime edizioni della Festa del Cinema, e mi sono divertito. Lo scopo dei festival, però, dovrebbe essere quello di presentare e promuovere film di qualità e non le facce delle solite starlette…

  5. Avatar Amanda

    Sicuramente c’è un’aria di festa in giro per la città. Anche a me piacerebbe esserci; sto guardando in questo momento la differita di sky dell’arrivo delle star sul tappeto rosso. Però non capisco la sfilata di persone come Briatore o Afef, che c’entrano coi cast dei film presentati ??

  6. Avatar Fino
    Fino

    Ciao Pim, ho lasciato LaStampa.it mi trovi a questo indirizzo
    http://fino12.ilcannocchiale.it
    un caro saluto
    Fino

  7. Avatar Pim

    Nulla, cara Amanda. Il dubbio morettiano “Mi si nota di più se vengo… o se non vengo per niente?” nemmeno si pone.
    E così, vai con Afef e Marina Ripa di Meana. E, paradossalmente, il produttore hollywoodiano Harvey Weinstein neppure viene riconosciuto…
    Buona giornata, ciao.
    Pim

  8. Avatar Pim

    Cero Fino, mi dispiace molto che tu abbia preso questa decisione. Capisco le ragioni, le condivido, però la tua defezione “eccellente” lascerà un vuoto.
    Ad ogni modo, non tralascerò di seguire il tuo nuovo blog così come ho fatto finora con quello che vai a chiudere.
    In bocca al lupo.
    Un abbraccio.
    Pim

  9. Avatar lucio romano
    lucio romano

    Se il Festival, che si definisce Mostra d’Arte Cinematografica, non riesce a mantenere le premesse, è inutile. Se ne può fare a meno.
    Tuttavia, chi andrebbe a vedere certi piccoli film italiani o scoprirebbe cinematografie poco conosciute, se non ci fosse il lancio di Venezia (o di Cannes)?

  10. Avatar Pim

    Vero, Venezia offre uno spazio di visibilità a piccoli film che, altrimenti, passerebbero inosservati. Esistono tuttavia molti altri festival cosiddetti minori che, pur lontani dalla grande ribalta, offrono occasioni migliori. Il Tff, lo citavo nel post; ma anche Giffoni, Locarno, Pesaro…
    Grazie per il contributo.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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