La sensazione è che i grandi appuntamenti festivalieri (Venezia in testa, ma anche Cannes, Berlino) siano diventati irrimediabilmente non necessari.
La sensazione è che i grandi appuntamenti festivalieri (Venezia in testa, ma anche Cannes, Berlino) siano diventati irrimediabilmente non necessari. Caro Pim, sono d’accordo. Però, purtroppo, quelli come noi sono dei sognatori incalliti che non vogliono pensare che tutto debba dipendere sempre e solo dal “vil denaro”.
I cugini, tendenzialmente “socialisti”, d’oltralpe insegnano, ahimè, che “senza il denaro non si può fare la guerra”. E che dopo le rivoluzioni si sono sempre insediati dei dittatori.
E per quanto riguarda le facce da schiaffi… beh, giocherei volentieri allo schiaffo del soldato: ma con loro sempre sotto, s’intende!
🙂
Buona giornata.
Ciao Pim, anche io ho avuto la stessa sensazione leggendo alcuni articoli. Sembra più importante il nome dell’ospite vip in passerella che i film proposti. Sembra solo un evento di promozione turistica della città, per ingrassare gli alberghi.
@ Antonio:
Bisognerebbe riuscire a trovare un compromesso tra arte e commercio, consenso del pubblico e ricerca creativa… più facile a dirsi che a farsi. Certo è che, in tempi di crisi come questi, ogni investimento deve avere un ritorno immediato. E allora, tanti saluti al cinema e all’arte tutta…
Pensavo di postare questo brano su Sottolalente, ma l’hai già fatto tu. Grazie!
Pim
Ciao Amanda. Hai ragione, esiste un importante turismo festivaliero: ne ho fatto parte anch’io, a Roma, per le prime edizioni della Festa del Cinema, e mi sono divertito. Lo scopo dei festival, però, dovrebbe essere quello di presentare e promuovere film di qualità e non le facce delle solite starlette…
Sicuramente c’è un’aria di festa in giro per la città. Anche a me piacerebbe esserci; sto guardando in questo momento la differita di sky dell’arrivo delle star sul tappeto rosso. Però non capisco la sfilata di persone come Briatore o Afef, che c’entrano coi cast dei film presentati ??
Ciao Pim, ho lasciato LaStampa.it mi trovi a questo indirizzo
http://fino12.ilcannocchiale.it
un caro saluto
Fino
Nulla, cara Amanda. Il dubbio morettiano “Mi si nota di più se vengo… o se non vengo per niente?” nemmeno si pone.
E così, vai con Afef e Marina Ripa di Meana. E, paradossalmente, il produttore hollywoodiano Harvey Weinstein neppure viene riconosciuto…
Buona giornata, ciao.
Pim
Cero Fino, mi dispiace molto che tu abbia preso questa decisione. Capisco le ragioni, le condivido, però la tua defezione “eccellente” lascerà un vuoto.
Ad ogni modo, non tralascerò di seguire il tuo nuovo blog così come ho fatto finora con quello che vai a chiudere.
In bocca al lupo.
Un abbraccio.
Pim
Se il Festival, che si definisce Mostra d’Arte Cinematografica, non riesce a mantenere le premesse, è inutile. Se ne può fare a meno.
Tuttavia, chi andrebbe a vedere certi piccoli film italiani o scoprirebbe cinematografie poco conosciute, se non ci fosse il lancio di Venezia (o di Cannes)?
Vero, Venezia offre uno spazio di visibilità a piccoli film che, altrimenti, passerebbero inosservati. Esistono tuttavia molti altri festival cosiddetti minori che, pur lontani dalla grande ribalta, offrono occasioni migliori. Il Tff, lo citavo nel post; ma anche Giffoni, Locarno, Pesaro…
Grazie per il contributo.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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