Qualche anno fa conobbi un critico cinematografico che frequentava in incognito i forum di Kataweb, il quale mi confidò che lo faceva per captare gli umori dei non addetti ai lavori e farsi un'idea dei gusti popolari.
Ecco: se io fossi un giornalista adotterei il medesimo sistema. I blog, oltre a realizzare un'informazione "dal basso", rappresentano il termometro della nostra società – o perlomeno di una parte d'essa. In mezzo ai provocatori e agli urlatori, esistono fior di personalità interessanti che, a prescindere dalle opinioni espresse, hanno realmente delle cose da dire e le dicono benissimo.
Gli addetti alla cultura ci considerano invece come una massa informe, caciarona e incontrollabile: come se io dicessi che tutti i politici rubano oppure i giornalisti raccontano soltanto balle. Naturalmente non è così, occorre sceverare il grano dal loglio.
Le istituzioni hanno dapprima provato a cavalcare il fenomeno, quindi ne hanno preso gradualmente le distanze perché, per varie ragioni, non possono gestirlo.
Ma il processo si è ormai avviato, la rete dei blogger mostra salute migliore di molte testate giornalistiche. E questo dovrebbe far riflettere chi di dovere…
Ciao Pim, è un bel pensiero semplice. Sinceramente io tanto rumore attorno ai blog non lo capisco molto. I giornalisti hanno una tessera, i blogger no. I primi sono vincolati a delle regole, i blogger no. Where’s the problem? Basta già il nome a distinguere le categorie.
Ricordo che prima dei blog esistevano le Fanzines, ed il libero pensiero senza regole circolava comunque. E se un giorno non dovessero esserci più i blog, ci inventeremo qualcos’altro :)))
Caro Pim, altri quotidiani offrono una piattaforma ai blogger (Le Monde,La Tribune de Genéve, Repubblica, perfino Nice-Matin) e queste piattaforme sembrano vitali. Perché quella della Stampa dovrebbe fare eccezione?
Ciao, buona giornata a presto
dragor (journal intime)
Per ovvie ragioni mi astengo da qualunque commento riguardo alle piatteforme offerte dai quotidiani (!) però la banale considerazione che mi viene da fare è che il pensiero di regolamenare i blog è assurdo e anacronistico come quello di regolamentare le conversazioni al bar….
@ Antonio:
Avere un dominio personale può essere una soluzione, sebbene resti più comodo e utile appoggiarsi a un quotidiano, soprattutto in termini di visibilità. Certo è però che, persistendo la situazione attuale, i vantaggi si annullano del tutto.
@ Amanda:
Giusta considerazione, la tua: non si può recintare il mare.
@ Dragor:
Ignoro le motivazioni per cui La Stampa ha messo da parte i blog, dopo averli lanciati con gran pompa. Per meglio dire: intuisco qualcosa, ma non ho certezze. Forse sarebbe opportuno che fosse la stessa redazione a darci qualche comunicazione, giusto per capire, mica per altro…
@ Prish:
Una volta paragonai i forum al Rick’s Bar di “Casablanca”, un luogo dove la gente si incontra tra un aereo e l’altro. I blog sono più o meno la stessa cosa; e, come nel film, nessun ufficiale tedesco riesce a fermarci.
@ Irene:
Finora non pare neanche a me…
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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