Era d’estate e tu eri con me 
Era d’estate poco tempo fa 
Ora per ora noi vivevamo 
Giorni e notti felici senza domani. 

Era d’autunno e tu eri con me 
Era d’autunno poco tempo fa 
Ora per ora senza un sorriso 
Si spegneva l’estate negli occhi tuoi.

Io ti guardavo e sognavo una vita 
Tutta con te 
Ma i sogni belli 
Non si avverano mai. 

Era d’estate e tu eri con me 
Era d’estate tanto tempo fa 
E sul tuo viso lacrime chiare 
Mi dicevano solo addio. 

Io ti guardavo e sognavo una vita 
Tutta con te 
Ma i sogni belli 
Non si avverano mai.

Era d’estate e tu eri con me 
Era d’estate tanto tempo fa 
E sul tuo viso lacrime chiare 
Mi dicevano addio 
Soltanto addio. 
(Sergio Endrigo)

6 responses to “Era d’estate”

  1. Avatar Fino

    Endrigo, un cantante non sempre apprezzato per la sua vera bravura, che ne aveva tanta.
    Buona anche l’interpretazione di Battiato di “Era d’estate”.
    Buon week, Pim
    Fino

  2. Avatar Pim

    Quell’interpretazione mi piace meno, Fino. Forse perché ho da sempre nelle orecchie l’originale di Endrigo, o forse perché la versione di Battiato risulta più piatta… non lo so. In ogni caso, però, è una canzone straordinariamente evocativa.
    Buon fine settimana, a presto.
    Pim

  3. Avatar marina

    Quanta malinconia può suscitare questa canzone in una vecchia signora che ha tutti i suoi ricordi a posto, sogni mai avveratisi compresi! Sergio Endrigo è stato un vero musicista
    grazie,
    marina

  4. Avatar girasole

    Ho scoperto Endrigo in tarda età e ho amato da subito la sua musica e la sua poesia. Concordo con chi dice che non è stato mai giustamente apprezzato e mi fa piacere riascoltare questa canzone. Aveva il dono della semplicità e della profondità nell’andare a toccare le corde più intime.
    Io l’ho conosciuto davvero, guarda caso, attraverso la musica brasiliana, nelle sue collaborazioni con il grande De Moraes. Strano vero? Conoscere un’artista italiano, attraverso altre strade.
    Ciao

  5. Avatar rosy
    rosy

    pim… vuoi farmi piangere?

  6. Avatar Pim

    \

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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