Due o tre cose che so sui blog

Qualche anno fa conobbi un critico cinematografico che frequentava in incognito i forum di Kataweb, il quale mi confidò che lo faceva per captare gli umori dei non addetti ai lavori e farsi un'idea dei gusti popolari. 

Ecco: se io fossi un giornalista adotterei il medesimo sistema. I blog, oltre a realizzare un'informazione "dal basso", rappresentano il termometro della nostra società – o perlomeno di una parte d'essa. In mezzo ai provocatori e agli urlatori, esistono fior di personalità interessanti che, a prescindere dalle opinioni espresse, hanno realmente delle cose da dire e le dicono benissimo.
Gli addetti alla cultura ci considerano invece come una massa informe, caciarona e incontrollabile: come se io dicessi che tutti i politici rubano oppure i giornalisti raccontano soltanto balle. Naturalmente non è così, occorre sceverare il grano dal loglio. 
Le istituzioni hanno dapprima provato a cavalcare il fenomeno, quindi ne hanno preso gradualmente le distanze perché, per varie ragioni, non possono gestirlo.
Ma il processo si è ormai avviato, la rete dei blogger mostra salute migliore di molte testate giornalistiche. E questo dovrebbe far riflettere chi di dovere…

11 responses to “Due o tre cose che so sui blog”

  1. Avatar Antonio Cracas

    Sono certo che ci sarà una selezione naturale dei blog: in tutte le fasi di crescita o crisi c’è chi chiude e chi si rinforza.
    Detto questo, sono convinto che la nostra convivenza con i quotidiani online sia alla frutta, per i motivi che ho elencato nel mio post http://antoniocracas.blog.lastampa.it/antonio_cracas/2009/09/blog-giornalismo-e-libero-pensiero.html
    Buona giornata Pim

  2. Avatar Antonio Cracas

    Stamattina ci siamo rincorsi, Pim: mentre io commentavo il tuo post tu stavi commentando il mio evidentemente :))
    Ciao

  3. Avatar Amanda

    Ciao Pim, è un bel pensiero semplice. Sinceramente io tanto rumore attorno ai blog non lo capisco molto. I giornalisti hanno una tessera, i blogger no. I primi sono vincolati a delle regole, i blogger no. Where’s the problem? Basta già il nome a distinguere le categorie.
    Ricordo che prima dei blog esistevano le Fanzines, ed il libero pensiero senza regole circolava comunque. E se un giorno non dovessero esserci più i blog, ci inventeremo qualcos’altro :)))

  4. Avatar dragor
    dragor

    Caro Pim, altri quotidiani offrono una piattaforma ai blogger (Le Monde,La Tribune de Genéve, Repubblica, perfino Nice-Matin) e queste piattaforme sembrano vitali. Perché quella della Stampa dovrebbe fare eccezione?
    Ciao, buona giornata a presto
    dragor (journal intime)

  5. Avatar Prishilla

    Per ovvie ragioni mi astengo da qualunque commento riguardo alle piatteforme offerte dai quotidiani (!) però la banale considerazione che mi viene da fare è che il pensiero di regolamenare i blog è assurdo e anacronistico come quello di regolamentare le conversazioni al bar….

  6. Avatar Pim

    @ Antonio:
    Avere un dominio personale può essere una soluzione, sebbene resti più comodo e utile appoggiarsi a un quotidiano, soprattutto in termini di visibilità. Certo è però che, persistendo la situazione attuale, i vantaggi si annullano del tutto.

  7. Avatar Pim

    @ Amanda:
    Giusta considerazione, la tua: non si può recintare il mare.
    @ Dragor:
    Ignoro le motivazioni per cui La Stampa ha messo da parte i blog, dopo averli lanciati con gran pompa. Per meglio dire: intuisco qualcosa, ma non ho certezze. Forse sarebbe opportuno che fosse la stessa redazione a darci qualche comunicazione, giusto per capire, mica per altro…

  8. Avatar irenespagnuolo

    Saggio Pim…chi di dovere temo non rifletterà. Non pare averne alcuna intenzione. Anzi.
    🙂

  9. Avatar Pim

    @ Prish:
    Una volta paragonai i forum al Rick’s Bar di “Casablanca”, un luogo dove la gente si incontra tra un aereo e l’altro. I blog sono più o meno la stessa cosa; e, come nel film, nessun ufficiale tedesco riesce a fermarci.
    @ Irene:
    Finora non pare neanche a me…

  10. Avatar rosy
    rosy

    sbaglio o quella degli addetti alla cultura è la citazione di una canzone di battiato?

  11. Avatar Pim

    Non sbagli. “Mandiamoli in pensione i direttori artistici / gli addetti alla cultura”. Da “Up patriots to arms”.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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