Abbey Road è l’ultimo lavoro in studio che i Beatles realizzarono insieme. Venne infatti registrato tra i mesi di aprile ed agosto 1969, successivamente alle sessioni per il progetto Let it be, che uscì soltanto nel maggio del ‘70.
Abbey Road è l’ultimo lavoro in studio che i Beatles realizzarono insieme. Venne infatti registrato tra i mesi di aprile ed agosto 1969, successivamente alle sessioni per il progetto Let it be, che uscì soltanto nel maggio del ‘70.
un albun magico, davvero!
Grazie Pim per questa splendida narrazione.
Grazie Piera, a presto. Ciao.
Pim
solo una domanda ..
ma la canzone ‘I want you’ (ecc.. ecc..) è troncata così male anche nell’originale o c’è un errore tecnico?
finisce davvero in modo brutale —
Ciao
“I want you” finisce proprio così, brutalmente, anche nel 33 giri (è l’ultimo brano della facciata A). Sicuramente non si tratta di un errore tecnico (la fine del nastro di registrazione, come accadde per una vecchia canzone dei Queen, se ricordo bene) ma di un effetto voluto.
Una curiosità: anche “Her Majesty” termina in modo secco con un accordo che, nella sequenza prevista inizialmente, era il primo di “Polythene Pam”.
Ciao.
Io ho diverse versioni di “I want you” e finiscono tutte così; penso sia stato voluto dai magnifici quattro. Ciao, Piero
Mai piaciuti i Beatles.
Meglio John Mayall e gli Stones.
Ciao
n album fantastico…bellissimo questo post
quanta nostalgia
@ Piero:
La tua risposta conferma quanto pensavo. Grazie per il contributo.
@ Demata:
Generi diversi di musica, di gran qualità. Quella è gente che suona davvero, niente a che vedere con la roba di plastica prodotta attualmente.
@ Francesca:
Grazie Francesca, a presto.
Pim
I Beatles sono una pietra miliare della musica leggera, la fonte di ispirazione per tanti musicisti. La loro musica ci accompagna sempre in modo piacevole e appassiona anche le ultime generazioni. Un salutone, Fabio
Verissimo. Grazie Fabio, contraccambio i saluti.
Pim
Da ascoltareThe Other side of Abbey Road,un ottimo strumentale e voce dello stesso album by George Benson.
HERE COMES THE SUN
Un saluto.
Osman
ciao Pim,
bellissima e ricca recensione. E’ interessante notare dai commenti (Demata) che, come sempre, i fans si sono sempre schierati da una parte. Io appartenevo al lato dei Beatles, ma avevo amici che a loro preferivano i Rolling.
Forse, ripensandoci a distanza di 40 anni, hanno fatto bene i fab four a sciogliersi. Lasciando un ricordo indelebile di quella stagione musicale.
Grazie per questo tuo racconto. Mi hai fatto venir voglia di riascoltare – con la ricchezza delle tue descrizioni – l’originale vinile che conservo ancora con cura.
buona domenica, a presto,
HP
@ Osman:
Non conoscevo la versione di George Benson, è assai intensa e suonata meravigliosamente bene. Grazie.
@HP:
Conservo quel vinile con cura religiosa… Grazie anche a te, buona domenica.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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