Non si dovrebbe mancare mai ad un appuntamento. Non si dovrebbe mai rifiutare un passaggio; benché la guidatrice sia alle prime armi, la vettura valga una fortuna e provenga da un amante che potrebbe stravolgere la natura di una relazione irregolare.
Non si dovrebbe mancare mai ad un appuntamento; sebbene quella donna abbia con sé una valigia e proponga, con bella maniera, un ardito salto nel vuoto.
Non si dovrebbe mancare mai ad un appuntamento; malgrado possa comportare un incidente, nel quale ci si ritroverà vittime dell’ovvia crudeltà della vita, pronta a scompaginare desideri, ad annullare prolungate attese.
No, non indosso la grazia sorniona di Bill Murray, che di notte fa scivolare biglietti sotto la porta della sua giovane amica (Lost in translation, ricordi?). Se l’insonnia non concede tregua, questo non è un buon motivo per dare credito alle confidenze di una donna dagli affetti incerti, aggrappata ad un antico ritratto di famiglia, agli introiti modesti di troppe partite truccate.
Il racconto si dipana livido sotto le luci al neon e asciutto fino all’epilogo inevitabile.
Nonostante la cicatrice che ora incontro in tutti gli specchi, resto ancora convinto che ad un appuntamento non si dovrebbe mancare mai.
(Fotografia scattata a Na’ama Bay, Egitto, l’8 agosto 2009)
Ti rispondo con una domanda: c’è qualcosa di giusto nell’andare a questo genere di appuntamenti? O è solo il bisogno di assecondare l’istinto? O è forse il fascino del pericolo (o ignoto) che ci attrae? :)))
@ Amanda:
Sono un empirista, quando la vita ci fissa degli appuntamenti, penso sia bene assecondare gli eventi e presentarsi. Secondo me non bisogna (quasi mai) rinunciare alle esperienze che se ne possono trarre.
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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