Fantasmi nella macchina della mente

Sullo schermo immagini in movimento, rapide, mutevoli. Immagini imprendibili, che si formano e si disfano, procedono e si perdono ad ogni istante. Immagini che ci obbligano ad un lavorio reiterato per non lasciarsi sfuggire subito. Tracce visive che si depositano nella mente, di cui abbiamo un possesso solo temporaneo ed ingannevole: dopo pochi spezzoni di secondo già decadono verso l’oblio progressivo. Cosa succede? Le stiamo già dimenticando. Perché le immagini in movimento non sono quelle stabilizzate di quadro o di un libro. Sono fantasmi che marciano verso il nero dell’amnesia, scivolando insensibilmente ma progressivamente in direzione del crepuscolo, della notte, dell’oscurità senza uscita, fino alla cecità temporale. Là, in quel luogo inesplorabile dove giacciono, abbandonati, gli uni sugli altri, tutti i fotogrammi di cui abbiamo perso per sempre il ricordo.
(14 Novembre 2009, Torino Film Festival )

4 responses to “Fantasmi nella macchina della mente”

  1. Avatar rosy
    rosy

    il cinema è la morte al lavoro.

  2. Avatar Pim

    Jean Cocteau.
    E Gianni Amelio.
    Tout se tient…

  3. Avatar dragor
    dragor

    Be’, anche la musica e la letteratura sono movimento. Per certe forme d’arte ci vuole un po’ di memoria 🙂
    Ciao Pim, buona giornata, a presto
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    La musica sicuramente, così aerea e impalpabile: l’estasi al lavoro. Ogni esecuzione è più o meno percettibilmente diversa dall’altra, per questo unica e irripetibile.
    Ciao Dragor, grazie.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Novembre 2009
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Scopri di più da SCRIVERE I RISVOLTI

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere