Opera prima Mi è accaduto di dover leggere l’opera prima di un conoscente. Peggio. Di dover anzitutto partecipare alla presentazione, in una banca zona Crocetta, con tanto di promotore finanziario che esorta il pubblico ad aderire allo scudo fiscale (eh, come no). Quindi, di sorbirmi l’entusiasmo d’ordinanza dell’Editor e gli strenui tentativi da parte dell’Autore di definire la propria poetica. Infine, di acquistare il libro (quindici euro) e, ancora non contento, farmelo pure autografare (santi numi!).
Appena ho tra le mani lo smilzo volumetto (ottanta paginette a caratteri cubitali), vado alla quarta di copertina: dove s’informa che l’Autore sin da ragazzo ha scritto poesie e racconti, conseguito un diploma tecnico e attualmente è Responsabile della Qualità presso una Multinazionale con i controcazzi. Nella postfazione, gli corre l’obbligo di ringraziare moglie e cognato per i preziosi consigli. Nessuna citazione invece per la suocera.
Va bene. La trama: un assassinio ambientato nella sonnacchiosa (anzichenò) provincia piemontese, le indagini di un commissario parecchio umano, galleria di figurine da strapaese che sentenziano come profeti biblici, paesaggi autunnali e prodotti enogastronomici… Un gialletto già-letto, con ripetute evocazioni di F&L, Camilleri, Lucarelli, persino di Piero Soria; e per concludere in gloria, un’inopinata svolta alla Dan Brown – azzeccata come una pisciata fuori dal vaso. 
“Allora, cosa ne pensi?”, mi chiede lui tutto trullo dopo qualche tempo.
Deglutisco. “Carino”. 
Vorrei sprofondare.
In alternativa, che sprofondasse lui.

10 responses to “Opera prima”

  1. Avatar stelladineve

    Trrrrrremendo, capitato anche a me. In più il conoscente in questione è il responsabile di una casa editrice e si detto interessato a leggere qualcosa di mio.

  2. Avatar Fino

    Pim, in Italia il 60% degli italiani non ha letto nessun libro, in cambio tanti di loro scrivono. Forse il tuo conoscente appartiene a questa categoria.
    15 Euro per 80 pagine mi sembra tanto.
    Buon week
    Fino

  3. Avatar Pim

    @ Stelladineve:
    La transazione mi sembra vantaggiosa. Anche perché, secondo me, hai delle ottime qualità. In bocca al lupo!
    @ Fino:
    Pare tanto anche a me ma, evidentemente, chi può usufruire dello scudo fiscale non la pensa alla stessa maniera…
    Saluti.
    Pim

  4. Avatar Amanda

    PIM, sei sicuro che non abbia pagato per farsi pubblicare? La maggior parte delle case ed. pubblicano solo gli autori che si pagano tutte le spese e si comprano pure un certo numero di copie.
    Informati sull’editore, così, per il gusto di capire… :))

  5. Avatar Pim

    @ Amanda:
    Sono quelli che Eco chiama APS (Autori a Proprie Spese). Non mi risulta ma, insomma, io lo avrei pagato perché non pubblicasse… 🙂
    Ciao.
    Pim

  6. Avatar irene spagnuolo

    Pim è un momentaccio quello dell’incontro con un’opera prima da dimenticare e l’autore che conosciamo…Capisco!
    Quanto alla pubblicazione non c’è da meravigliarsi. In parte è vero quello che sostiene Amanda. In parte riescono ad arrivare in libreria quelli che hanno abbastanza agganci per vendere e quindi convincere l’editore a dare alle stampe l’ignobile manoscritto…
    Credo che il tuo “carino” l’abbia comunque stroncato!
    🙂
    Irene

  7. Avatar Osman

    Pubblicare un libro A.P.S (a comptes d’auteur)è una pratica normale.Se un autore ha talento e nessun vuole aiutarlo come fa?
    Camilleri ha pubblicato il suo primo libro A.P.S.
    Oggi il talento non è indispensabile.Bisogna trovare un filone e poi al resto ci pensano i negri dell’editore.
    “Scusa se ti chiamo amore 14 metri sopra il cielo.”
    Osman

  8. Avatar Pim

    @ Irene:
    Hai indovinato. Il “Nostro” intrattiene rapporti commerciali con l’editore… 🙂
    @ Osman:
    In questo caso, so per certo che l’Editor ha preso in mano il testo originale e ha riveduto interamente la storia. Tanto che, conoscendo l’autore, mi sono domandato quanta farina del suo sacco fosse rimasta…
    Buon fine settimana, grazie.
    Pim

  9. Avatar homing pigeon

    Perfidamente carino questo post, Pim.
    Ogni tanto, come con i film di Alvaro Vitali, bisogna leggere un pessimo libro. Per apprezzare meglio gli altri.
    Ciao, buon weekend, a presto,
    HP

  10. Avatar Pim

    Considerazione giustissima, caro HP.
    Un saluto.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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