Che potere può avere un sorriso, eh?
Buon Natale, Pim.
Un abbraccio :-).
Elena
Grazie Elena, auguri di cuore anche a te.
Un abbraccio.
Pim
sì bello gli abbracci ed
i sorrisi… da regalare con il cuore senza mai esser fraitensi, ovviamente. TANTI ABBRACCI
UNA VALANGA DI SORRISI SOFFICI COME FIOCCHI DI NEVE. Ciao carissimo PIM!!
Augurissimi di buon tutto.
Sono molto appassionato di cinema ma tu Pim mi hai battuto.
Io abitavo fra due sale di cinema e da piccolo ci andavo come per rientrare a casa.
Quest’anno a Carpi due sale che frequentavo ogni mercoledì non hanno più aperto dopo la pausa estiva.Così come le 170 sale chiuse in Emilia-Romagna(primato in Italia)
in questi ultimi anni.
Buona giornata buona vigilia e auguri di buon Natale a te e a tutti i lettori di questo spazio.
il film non mi è piaciuto, questo post sì. Bello davvero!
Buon Natale!
Non ho visto il film.
Tanti cari auguri di Buon Natale Pim :))))
@ Silvia:
Bella immagine quella dei sorrisi come fiocchi di neve. Con la speranza che si accumulino nella vita di ognuno.
@ Osman:
Le belle sale cinematografiche di un tempo, purtroppo, stanno chiudendo un po’ ovunque; mentre dilagano i multiplex, grigie e anonime come hangar…
@ RSO:
A me il film è piaciuto abbastanza (non il miglior Pedrito, ma ben diretto); in quanto al post, beh… ci ho provato. 🙂
@ Amanda:
Penso che potrebbe piacerti, se hai l’occasione…
Auguri a tutti, di cuore.
Pim
Che dirti?! Sorrisi, abbracci e auguri Pim!!!
Irene
Che ricambio, di tutto cuore, con un abbraccio grande.
Pim
ciao Pim,
non ho visto il film, ma il tuo post è un ottimo motivo per cercarlo. Bello e coinvolgente il tuo racconto.
Un augurio tardivo di buon Natale, ma non per questo meno sentito.
A presto,
HP
Ricambio gli auguri con un po’ di ritardo anch’io – nei giorni di festa sono sempre vagamente spaesato.
A presto, HP.
Pim
Pim, ricambio gli auguri con amicizia.
Fino
il natale è un giorno di riconciliazione.
auguri pim
rosy
A me sono piaciuti sia il film che il post. Un abbraccio anche a te
dragor (journal intime)

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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