Duemiladieci 2010: sembra un prefisso telefonico. Non è un bel periodo, per nessuno. Avverto un'aria strana, sospesa, un'atmosfera metafisica come se fossimo finiti in un film di Costa Gavras o in un quadro di De Chirico. Non so quale effetto photoshop opacizzi queste giornate cittadine di inizio gennaio, neppure capisco se i saldi siano cominciati. La gente vagola blandula, i negozi mezzi vuoti più che mezzi pieni. Al ribasso soprattutto l’umore collettivo. Forse, nel frattempo della crisi, siamo diventati qualcun altro o qualcos’altro e non abbiamo ancora scoperto chi o che cosa. Dovremmo seguire il consiglio che Cab Calloway dà a Jake dei Blues Brothers e andare a catechismo?
Nonostante tutto, però, rimango convinto che i tempi stiano per cambiare. In meglio, spero. Annuso in giro segnali, ancorché incerti, che l'Italia di questi ultimi anni volge finalmente al termine. E non parlo esclusivamente di cicli economici o politici. Le congiunzioni astrali dicono qualcosa al proposito, mi pare… Più probabile che si tratti di semplice istinto di sopravvivenza, una pulsione biologica di riserva che ha sempre scampato l’umanità dai disastri peggiori. Tipo il last minute rescue del cinema muto.
Oddio: resta in piedi l'ipotesi d’essere alla vigilia di una catastrofe, questa calma di vento potrebbe farla supporre, ma preferisco essere garbatamente ottimista. Forse la crisi d’inizio millennio ha soltanto aggiunto una percezione differente delle cose, senza togliere nulla, se non quelle inutili.

14 responses to “Duemiladieci”

  1. Avatar irenespagnuolo
    irenespagnuolo

    Io invece annuso un’attesa caparbia…tipo “la crisi passerà”. Insomma nessun segnale umano, intellettuale ed emotivo, di rilievo se non un vago lamento e poi un sospiro per caricarsi di pazienza.
    Sarà l’aria di provincia, ancora troppo ricca e indolente per riflettere (e godere) sul lato B della crisi o per ribellarsi o per volgere altrove lo sguardo…
    Mah…:)
    Bacio
    Irene

  2. Avatar Pim

    La mia è solo un’impressione, cara Irene, non suffragata da ragioni precise. Vedo gente ignorare la crisi, altra farsi i conti in tasca: insomma, non si capisce bene su quale punto della gaussiana stiamo. Come un can da trifule, però, sto sniffando qualcosa. Spero non un fungo allucinogeno…
    Ciao, grazie.
    Pim

  3. Avatar Antonio Cracas

    Speriamo Pim, un po’ d’ottimismo non guasta mai.
    Vecchio detto cinese:
    “Se il problema è risolvibile, cosa serve piangere? E se invece il problema non è risolvibile, cosa serve piangere?”
    :))
    Auguri.

  4. Avatar Amanda

    Ciao Pim. Sarà, ed un po’ mi sento come te. Però i posti di lavoro persi, quelli non ritornano, sono migliaia di lavoratori che non saranno reintegrati da nessuna parte, a causa dell’età (a 40 anni sei già vecchio per gli imprenditori), dei mancati aggiornamenti professionali, ecc… Chi lavora non si rende conto che le strade di città sono più silenziose, con meno gente in giro. Io abito nella zona industriale della città, dove molti lavoratori sono stati espulsi, e sembra di stare in un cimitero. L’ottimismo varia in base al quartiere in cui si abita…

  5. Avatar Silvia GM
    Silvia GM

    @ PIM A me pare invece un re-make di “2001 Odissea nello spazio! Per un errore di battitura s’è invertito l’1 con lo 0 ; come odissea, molto terra terra e poco spaziale, direi che ci siamo. Tutto il resto dipende da come te * la contano* e come recepiamo * la favola*. E per riallacciarmi alla filosofia del simpatico Antonio Cracas, la butto sull’oriental-eggiante.
    Per ogni cosa che accade c’è una ragione e dipende dal discorso: per ogni causa c’è il suo effetto. Forse l’insieme degli avvenimenti catastrofici di questi ultimi anni e di fine decennio, non sono altro un modo per frenare la voglia illegale di arricchirsi di certe categorie, appartenenti al mondo umano, sopra nelle alte sfere. E per i più ‘umili’, del popolo, è un modo per riordinare le priorità della vita, visto che siamo tutti, più o meno, stati inghiottiti dall’ apparire piuttosto che l’essere, dall’ avere piuttosto che il dare. Come dire? Qualcuno ha deciso di far qualcosa affinché ci scrollassimo un certa dose di egocentrismo. I guai collettivi forse ci fanno ricordare che non esistiamo solo noi… ! E per terminare secondo il libro del dott. Calabresi: ** non importa quante volte cadi, quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi**.
    Un brindisi fatto di bollicine, d’acqua minerale, al nuovo …e dieci! Con simpatia.

  6. Avatar dragor
    dragor

    Speriamo che non sia un fungo atomico 🙂
    dragor (journal intime)

  7. Avatar Fino

    Non so. A me sembra che tanti abbiano sottovalutato la crisi e che, come al tempo della Finis Austriae, balliamo sull’orlo del precipizio.
    Buona serata, Pim
    Fino

  8. Avatar Alex

    E’ da un po’ che anche io ho quest’impressione! Basta guardarsi intorno per notare che, come dice Amanda, l’ottimismo non dilaga!
    http://alex.blog.lastampa.it/ilblogdialex/2010/01/the-times-they-ara-achanging-bob-dylan-1964.html

  9. Avatar Pim

    @ Antonio:
    No, piangere non serve. Più opportuno rimboccarsi le maniche, per ciò che è possibile, nonostante la neve…
    @ Amanda:
    Noto anch’io che, soprattutto al mattino, c’è meno traffico. Segno che la crisi è al lavoro e tanta gente a casa. Ma il discorso andrebbe esteso pure ai sottoccupati, che sono tanti.

  10. Avatar Pim

    @ Silvia:
    Faccio mio il tuo auspicio, espresso molte volte anche da Irene. Che la gente comune, passata ‘a nuttata, reimposti la lista delle priorità sulla base di ciò che è realmente necessario per il proprio benessere. Delle alte sfere mi fido assai poco: credo anzi che questa crisi economica rappresenti, per alcuni, solo un’opportunità di guadagni futuri.

  11. Avatar Pim

    @ Dragor:
    E neppure una micosi… 🙂
    @ Fino:
    Vero. Per molti quest’Austria continua ancora ad essere Felix. O così una parte della classe politica vuole farci credere. Basta dare uno sguardo al Tg1 delle 20…
    @ Alex:
    Bella citazione. Chissà se davvero è così: anche senza troppo ottimismo, animati dal fatto che le cose devono comunque cambiare.

  12. Avatar fede
    fede

    Personalmente credo che questo pallido anno farà parlare di crisi persone che finora non avevano conosciuto il significato di questa parola.

  13. Avatar gobettiano
    gobettiano

    L’ottimismo va sempre bene e per parte mia lo pratico. Rimane però, tra le tante sensazioni anche quella dello sbando, del nessuno che abbia il timone e provi ad orientare la rotta.
    Meritatissima HP

  14. Avatar Pim

    @ Fede:
    Esistono persone che non conosceranno comunque la parola “crisi”. Fortunate, non necessariamente per merito proprio.
    @ Luigi:
    In effetti è come dici: la parola “ripresa” è nominata da molti politici come un mantra, come una sorta di deus ex machina deresponsabilizzante.
    Buona domenica, grazie.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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