Ci sono giorni che scorrono come le immagini di un cartone animato di Scooby-Doo, tra le nebbie di un castello infestato a cercare di vedere aldilà del naso, scandite da tutti quegli oink sbonk gulp! che nella vita mi mancano un po’. A volte vorrei essere davvero un personaggio dei fumetti, dai contorni nero di china, e aggrapparmi alle tavole dei disegni per non scivolare fuori campo. Anche una cosa low budget, pochi segni di matita per riempire la scena, mica necessariamente Pixar Animation e in 3D. Invece la vita non ha tutti quei colori primari e, al confronto, sembra una tavolozza stinta. Senza neanche le risate in sottofondo.
Leggo questo blog perchè l’ho sempre trovato “a colori”.
Quindi, l’idea di un PIM in bianco e nero non mi sfiora nemmeno!
E, più che le risate, vorrei che tu sentissi il calore dell’affetto di chi ti segue con costanza, seppur virtualmente.
Elena
Sto tra Elena e Prish…
Insomma ti sto accanto, capisco i momenti acc…e ti esorto a esplodere in qualche verso pseudoliberatorio!
Comunque…spero che Scooby Doo ti abbia aiutato!!!
Irene
@ Amanda:
Più Paperino che Dylan Dog, a dire il vero… 🙂
@ Sara:
Bentornata! Di recente ho fatto un giro sul tuo blog, spero in qualche nuovo aggiornamento. In bocca al lupo per le altre faccende in cui sei affaccendata.
Prishilla:
… E anche qualche mumble mumble, tra Rogoredo e Lambrate.
@ Irene:
Mi hanno aiutato soprattutto le vostre parole! 🙂 Thank U very much!
Pim
Sigh??? Oh ..Oh! Mi sembLa di leggeLe un non so’ ché di momentino NO?
CoLaggio PIM che i caLtoni animati sonosimpaticissimi(anche dopo una certa molto certa età come la mia). Però lo sai che non ci avevo mai pensato: comparire e sparire, agire e muovermi, o restare immobile, secondo il volere del disegnatore. Carina l’idea di esser, ogni tanto, un cartone. Stra-GULP!! Eh, l’ultimo chiuda la porta. Sbam!
Ma una tavolozza stinta la si può riempire nuovamente: “sporcare “ di nuovi colori, come nella vita. Ogni stagione ha le sue sfumature. Ogni giornata anche. E che per te domani sia in multi color. Salutino in stile Silvia GM.
Rieccomi,
la faccenda in cui sono stata affaccendata si chiama Leonardo, e ora ha sei mesi…
Una bella botta, non c’è che dire.
Forse mi trasferisco di blog, non avrebbe senso continuare una cosa interrotta un anno fa.
Se lo faccio ti facci sapere, buona serata!
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
Rispondi