Un film per il Giorno della Memoria.

Uno specialista - ritratto di un criminale moderno Uno specialista – Ritratto di un criminale moderno è la sintesi delle 114 sedute del processo che si tenne a Gerusalemme tra l'aprile e il dicembre del 1961 contro il colonnello delle SS Otto Adolf Eichmann. Il materiale filmato dall'americano Leo Hurwitz venne utilizzato per realizzare il documentario tv Verdict for Tomorrow. Nel 1998 gli israeliani Rony Brauman ed Eyal Sivan restaurarono e trasferirono su pellicola 350 delle 500 ore conservate su nastro, proponendole in un montaggio di due ore ordinate in una successione di tredici scene. Manca (volutamente) il prologo: la caccia durata quindici anni al latitante Eichmann, nascosto a Buenos Aires sotto falso nome e provvisto di passaporto rilasciatogli dalla Croce Rossa. E manca anche l’epilogo, il verdetto che il 28 marzo ‘62 confermò la condanna e la conseguente impiccagione, eseguita il 31 maggio.

Rinchiuso dentro una gabbia di cristallo, Eichmann sembra più un burocrate sottoposto a un’indagine amministrativa che un genocida. Inappuntabile, formale, rispettoso, il volto chiuso dietro spessi occhiali che pulisce accuratamente, si alza in piedi per rispondere alle domande, consulta faldoni di documenti, prende appunti. La tensione è smascherata soltanto da ripetuti tic nervosi che lo scuotono come una foglia. Quanto lontana appare questa insignificante figura dal cliché del barbaro nazista che ci aspetteremmo. Eppure, l’orrore risiede proprio nell’apparente normalità dell’aspetto e dei modi. Soprattutto quando ripete con insistenza che, come soldato, era tenuto ad obbedire scrupolosamente agli “ordini superiori”. << Non potevo sottrarmi e non ho mai tentato di farlo >>. Eichmann vuole presentarsi non come complice consapevole ma come mero esecutore, nel tentativo di minimizzare le proprie terribili responsabilità di fronte all’accusa di aver compiuto crimini di guerra e contro l’umanità.

Ricordare non è soltanto un processo della mente. Ricordare significa ripassare dalle parti del cuore, vale a dire conservare in noi memoria del passato, perché il pericolo di altre Shoah è sempre attuale. Il mondo non è oggi migliore di ieri e neppure gli esseri umani sono migliori. Le situazioni possono ripetersi ancora. Anzi, in molte parti del mondo si ripetono continuamente. La Storia è maestra di vita, ma noi siamo pessimi allievi.

Uno specialista – Ritratto di un criminale moderno (Un spécialiste, portrait d'un criminel moderne) di Eyal Sivan, (Isr/Bel/Fra/Ger/Aut, 1999, 128’)

6 responses to “Uno specialista – Ritratto di un criminale moderno”

  1. Avatar dragor

    Ls tentazione della pulizia etnica è ancora forte in molte parti del mondo. Credi che l’esperienza insegni? Al contrario, gli Eichmann hanno fans dappertutto. Basta avere alle spalle un’ideologia che trasforma l’etnia odiata in un male da estirpare. E di queste ideologie è pieno il mondo.
    Buona giornata Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  2. Avatar Giacinta

    Ricordare significa ripassare dalle parti del cuore”. Quanto è vero Pim!
    Trascrivo una considerazione di Primo Levi che ritengo importante e che ho voluto lasciare tra i commenti in altri blog.
    “A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni uomo straniero è nemico “. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come un’infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora al termine della catena sta il Lager.” ( P. Levi, Se questo è un uomo )

  3. Avatar guglielmo

    Ma il passaporto a Adolf Eichmann non fu dato dalla Croce Rossa svizzera?

  4. Avatar Pim

    @ Dragor:
    È il concetto di eterorazzizzazione secondo Taglieff, cioè dell’individuo che si crede superiore e giustifica così le proprie azioni. Difficile da estirpare, come la Storia insegna.
    @ Giacinta:
    Grazie per la citazione, la conservo.
    @ Guglielmo:
    Sono andato a controllare, è proprio come dici. Solo nel 2007, dall’archivio giudiziario di Buenos Aires, è saltato fuori il passaporto di Eihmann, in effetto rilasciato dalla delegazione di Genova del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Ho corretto l’errore. Grazie per l’utile precisazione.
    Pim

  5. Avatar marianna06

    Grazie,Pim, per la segnalazione di questo libro, che polarizza l’attenzione su genocidari imperturbabili.
    E ci offre spunti di riflessione su cosa è e di cosa è capace l’uomo.
    Mentre quello che dovrebbe essere è lontanissimo anni luce.
    Ottima recensione e quindi ottimo post.
    Marianna
    PS.
    Quando puoi passa nel mio blog perché mi diventa facile poi arrivare a te.
    Ieri, ad esempio, volevo leggerti e non ci sono riuscita.

  6. Avatar Pim

    Certo, Marianna, passo spesso e volentieri.
    Grazie, buona giornata.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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