Il furore profetico di Nanni Moretti.
Fantapolitica?
Il furore profetico di Nanni Moretti.
Fantapolitica?
uno dei finali più cupi della storia del cinema italiano
E del tutto verosimile: in ciò risiede la tragicità. Berlusconi rimane sullo sfondo per quasi tutto il film, più personaggio grottesco da fiction di serie B che persona reale. Fino agli ultimi dieci minuti – quelli selezionati sopra – che sono completamente un’altra storia.
Il fatto è che detesto Moretti quasi come Berlusconi. Là posso detestare tutti e due nello stesso tempo e la cosa mi va benissimo.
Ma non potrebbe parlare italiano? Le scuole di recitazione servono a questo
Ciao Pim, a presto
dragor (journal intime)
Quindi due al prezzo di uno… 🙂
Capisco le critiche dei detrattori, e un po’ le condivido. La recitazione straniata di Moretti, che da sempre lo caratterizza, si contrappone spesso a quella più corretta di molti suoi attori: vedi la Bonaiuto nella sequenza di sopra. Può essere un limite, per molti insopportabile, ma secondo me sottolinea la semplicità della rappresentazione, rendendola più efficace e incisiva. Un Albertazzi-Caimano sarebbe, credo, gonfio, manieristico, poco credibile.
Ciao Dragor, un abbraccio.
Pim
Be’, magari un De Niro
dragor(journal intime)
Orson Welles su tutti! 🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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