Grandi pensieri "La mia parrucchiera coltiva un orto nel fine settimana", mi scrive Lucia. "Si preoccupa delle gelate, delle qualità delle piante, e dei periodi di semina. È orgogliosa dei risultati raggiunti con molto impegno fisico. È ammirevole e la giovane età l'aiuta. Mi piacciono anche Tom e Gerry che coltivano insieme e condividono una tazza di tè. Servono grandi pensieri per sistemare e mantenere un giardino…".

(Fotografia scattata a Mainau il 23 marzo 2008)

5 responses to “Grandi pensieri”

  1. Avatar Pim

    Nota: Tom e Gerry non sono i personaggi dei cartoni animati ma la coppia, marito e moglie, protagonista del film di Mike Leigh Another Year. La cura con cui coltivano l’orto rappresenta anche la metafora della dedizione che occorre mettere nel rapporto amoroso affinché sia fruttifero. E così per i progetti che intendiamo perseguire.

  2. Avatar Prishilla

    Grandi pensieri. Sì. I migliori “pollici verdi” che io conosca li hanno. Forse dovrei concentrarmi su quello invece che conservare tutti cartoncini delle piante e cercare affannosamente consigli sul web… 😉
    prish

  3. Avatar Silenziosa Velocità

    Il fiore perfetto è una cosa rara.
    È possibile trascorrere un’intera vita alla ricerca di un unico fiore perfetto, e non sarebbe una vita sprecata.
    “The last Samurai” di Edward Zwick

  4. Avatar Pim

    Penso che si debba fare ugualmente per le idee e i propositi che più abbiamo a cuore, cara Prish. Le istruzioni per l’uso contano fino a un certo punto, poi occorre l’illuminazione creativa.

  5. Avatar Pim

    Bella citazione, Silenziosa Velocità. Praticare la perfezione…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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