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(Fotografie scattate a Marsa Matruh, مرسى مطروح, baia di Almaza, Egitto, il 29 luglio 2011)

7 responses to “Summer on a solitary beach”

  1. Avatar Elena

    …La mia spiaggia ideale: sole, mare splendido, un buon libro e qualcosa di fresco da bere. Cosa si può volere di più dalla vita?
    Scherzi a parte, spero che tu abbia trascorso una buon vacanza.
    Le mie iniziano adesso.
    Un abbraccio.
    Elena

  2. Avatar dragor
    dragor

    Magnifico. Se Carra’ fosse stato un fotografo, non avrebbe fatto di meglio
    dragor (journal intime)

  3. Avatar Pim

    @ Elena:
    Ho trascorso giorni di tutto riposo come da tempo non mi capitava – a parte la solita vendetta di Tutankhamen… 🙂
    Buone vacanze anche a te, al ritorno mi racconterai.
    Un abbraccio.
    @ Dragor:
    Le fotografie sono riuscite, però il merito va a quella parte di Egitto, costa Mediterranea: poco frequentata da noi “occidentali” ma assai bella.
    Grazie, ciao.
    Pim

  4. Avatar rosy
    rosy

    Pensavo che in egitto si andasse solo sul mar rosso, invece scopro che c’è anche la sponda del mediterraneo. ma non è pericolosamente vicina alla libia?

  5. Avatar bourbaki

    ehi Pim, buone vacanze 🙂
    bourbaki

  6. Avatar Pim

    @ Rosy:
    No. In mezzo ci sono quasi 500 chilometri di deserto, tutta zona militare credo (così come l’aeroporto di Marsa Matruh). La cosa più pericolosa che ho visto è stata una verdesca, uno squaletto peraltro innocuo che si è avvicinato sin quasi a riva.

  7. Avatar Pim

    @ Bourbaki:
    Grazie, buone vacanze anche a te. Appena posso, passo!
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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