La vita del senso Passammo sotto il ciglione dei fichidindia. I cespugli e i tronchi sulle coste scoperte facevano mille giochi di luna. C’era un fiato leggero che pareva il respiro della notte.

Oreste avanti cianciava d’una volta ch’era stato a cavallo. E Poli, dietro, discuteva con Pieretto. – C’è un valore nella vita del senso, nel peccato. Pochi uomini sanno i confini della propria sensualità… sanno che è un mare. Ci vuole coraggio, e uno può liberarsi soltanto toccandone il fondo…

– Ma non ha fondo.

– È qualcosa che trasporta oltre la morte –, diceva Poli.

(da La bella estate, di Cesare Pavese)

3 responses to “La vita del senso”

  1. Avatar Pat

    L’estate è sensualità, passione, colori forti… Quanto esce di tutto questo da questo semplice, magistrale brano…
    Buona giornata, Pim !

  2. Avatar dragor
    dragor

    Infatti chiamiamo l’orgasmo “la petite mort”. Che cosa c’e’ piu’ oltre? Il tempo per ricaricarsi… 🙂
    dragor (journal intime)

  3. Avatar Pim

    @ Pat:
    Lo stile essenziale di Pavese dice più di qualunque trattato sull’argomento.
    @ Dragor:
    L’importante è che il tempo sia breve… 🙂
    Grazie, buona giornata.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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