Leaders, giullari e impostori Wilfred Ruprecht Bion cominciò a lavorare come psichiatra militare tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, allestendo e coordinando gruppi terapeutici di cui facevano parte reduci inglesi sofferenti di nevrosi post-traumatiche. Essendo membro della commissione di selezione degli ufficiali, escogitò un sistema originale: il gruppo senza leader. Prendeva un certo numero di candidati, assegnava loro un compito, quindi osservava come si organizzavano e, soprattutto, chi prendeva il comando. Studiando come veniva a costituirsi un tale gruppo, Bion notò che, in genere, giungono alla leadership le persone più disturbate mentalmente: isterici gravi o paranoici.

I miei venticinque lettori si preoccupino pure al pensiero delle implicazioni sociali e politiche di una tale affermazione. Fanno bene. Già Nietzsche – che di follia se ne intendeva – scriveva che se sapessimo in quali mani siamo, rispetto ai nostri governanti, ci si accapponerebbe la pelle. E Nietzsche non aveva ancora visto all’opera Gheddafi e Berlusconi! Uno psicoanalista olandese, Kets de Vries, si è preso la briga di analizzare le biografie di un numero cospicuo di leader – imprenditori, manager, politici, eccetera – dimostrando che risultano tutti fuori di zucca. Anzi, è proprio grazie alle loro patologie mentali che riescono ad assumere ruoli di potere.

Se vi stupite o (meglio!) v’indignate per l’iter francamente schizoide che sta avendo la manovra finanziaria di Tremonti (o di chi per lui), pensate al titolo del saggio di de Vries: Leaders, giullari e impostori. Ma non consolatevi troppo, proiettando sugli attuali governanti tutte le colpe della situazione assurda in cui ci troviamo. Ogni volta che ci troviamo di fronte a politici demagoghi, incapaci, bugiardi, disonesti, manipolatori, dobbiamo riflettere sul fatto che è il nostro gruppo sociale ad essere malato, in quanto essi ne costituiscono la libera espressione. Ed è di ciò che, in primo luogo, dovremmo allarmarci.

2 responses to “Leaders, giullari e impostori”

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    spero che in questo frangente ognuno abbia il coraggio di prendere le armi e di difendere i valori che consentono a un paese di chiamarsi civile. berlusconi ha solo raccolto la melma nella quale ci rigiriamo e ne ha ricavato oro per sè e i suoi accoliti…
    la sinistra non è uguale alla destra. che lo dimostri.

  2. Avatar Pim

    In questo periodo storico bisogna isolare la Destra, non dialogarci: mica dobbiamo far sempre salotto…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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