Γνῶθι σαυτόν. Conosci te stesso.
Molto meglio che apprenderlo da qualcun altro.
Γνῶθι σαυτόν. Conosci te stesso.
Molto meglio che apprenderlo da qualcun altro.
Servono amici specchio, tanti fogli scritti, un sottomarino piccolo piccolo da mandare in esplorazione dentro di se, ” l’intelligenza degli elettricisti” per schiarirci le idee.
E farselo dire, almeno un pezzetto. Perchè guardare è più facile di guardarsi.
Buona serata Pim
E’ spiazzante accorgersi che qualcuno è andato più a fondo di noi. Utile, ma spiazzante 🙂
buona giornata
Prish
Un sottomarino giallo che esplori l’Io – sebbene la conoscenza di sé non possa che essere parziale. “Non siamo padroni a casa nostra”, affermava nonno Sigmund riferendosi alle plaghe misteriose dell’inconscio. Nei giudizi degli altri spesso non ci si riconosce: prendono pezzetti di noi, li rigirano tra le mani, ne fanno ciò che vogliono. Credo che, nel corso di un’intera esistenza, si incontrino solo due o tre persone (mamma inclusa) le quali abbiano di noi un’idea almeno verosimile.
Buona giornata, G., grazie.
Pim
Preferisco andare a fondo da solo, piuttosto che mi ci mandi qualcuno! 🙂
Ciao Prish.
Pim
Pim, secondo me si puo’ solamente apprenderlo da qualcun altro. La nostra conoscenza di noi stessi e’ soggetta a censure e repressioni. Sara’ piu’ gratificante ma non corrisponde alla realta’.
Ciao, buona giornata, a presto
dragor (journal intime)
Dal punto di vista della psicoanalisi classica è come dici, i meccanismi di rimozione operano in questo senso. Però, preferisco scoprire da me se sono uno str*nzo piuttosto che qualcuno me lo dica… 🙂
Ciao Dragor, à bientôt.
Pim
Quello che ci dicono gli altri possono essere solo indizi, che, se correttamente utilizzati da noi stessi, ci portano a conoscerci (o a conoscerci un po’ più di prima). Ci sono anche gli indizi depistanti, però. Quelli inutili. Quelli falsi. In ogni caso solo noi possiamo arrivare a completare il mosaico. (che poi ogni tanto viene ‘shakerato’ stile caleidoscopio, quindi ci tocca ricominciare…).
Prish
p.s. e comunque ‘sei uno str..zo’ mi sembra che come indizio non valga granchè. così, tanto per dire, direi che dice più su chi lo sostiene che sull’oggetto dell”apprezzamento’ 🙂
Fortunatamente nessuno mi ha mai rivolto tale complimento, Prish (se non come battuta scherzosa, come gioco)… In ogni caso avrei risposto: “Può darsi, ogni tanto, un po’ come tutti”. 🙂

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
Rispondi