Le pulsioni sono conservatrici, sosteneva Freud, ecco perché gli esseri umani non cambiano mai. Si spiega così la rigidità caratteriale, la persistenza di certe abitudini, la resistenza alle trasformazioni sociali. E anche il motivo per cui ricadiamo negli stessi errori.

Si chiama coazione a ripetere la tendenza a replicare incessantemente le nostre esperienze, comprese quelle a contenuto sgradevole o doloroso.

Una tendenza cui, a dire il vero, sfuggo. Commetto sempre errori nuovi.

Suvvia, almeno un po’ di varietà…

12 responses to “Errori”

  1. Avatar prishilla

    sicuro che non abbiano una radice comune?? anche se, in fondo, forse poco importa capire i propri errori. tanto li rifaremo o, nella migliore delle ipotesi, ne faremo di nuovi. forse tanto vale goderseli…. :-))
    buona giornata, prish

  2. Avatar Pim

    L’ho messa giù come battuta, ovviamente gli errori hanno tutti una matrice comune perché, se non altro, originano da una stessa personalità. Cambia la modalità di esprimerli, ed è qui che credo di dare il meglio (il peggio) di me stesso.
    Comunque hai ragione, Prish. Non bisogna esagerare nel giudicarsi troppo severamente e cercare invece di comprendere le ragioni dei propri sbagli. Se sono veniali, qualche volta anche goderseli e riderci su.
    Buona giornata anche a te, ciao.
    Pim

  3. Avatar prishilla

    bè Pim, indubbiamente la fantasia non ti manca!!

  4. Avatar dragor
    dragor

    Piu’ l’energia e’ assorbita dalle nevrosi, piu’ le pulsioni sono conservatrici perche’ il nuovo fa paura. Per affrontare il nuovo, bisogna disporre di tutta l’energia. Allora la paura si trasforma in curiosita’ e interesse, la libido in tutto il suo splendore
    Ciao Pim, a presto
    dragor (journal intime)

  5. Avatar Pim

    @ Prish:
    La fantasia non è un errore di distrazione. 🙂
    @ Dragor:
    La libido in tutto il suo splendore è un’espressione che avrebbe fatto lustrare gli occhi a nonno Sigismondo!
    Pim

  6. Avatar giacinta

    La tua ironia, Pim… Potrai anche accumulare errori su errrori… ti salverai sempre. :-))
    p.s.
    bellissima anche quella sul “conosci te stesso”

  7. Avatar Giulia

    La coazione a ripetere spero non mi appartenga, semmai c’è in me quell’ostinata volgia di cambiare, troppo per alcui…
    Un abbraccio

  8. Avatar Pim

    @ Giacinta:
    Salvarmi forse no, certamente limitare i danni. Ci provo.
    @ Giulia:
    Bentornata. Un caro abbraccio anche a te.
    Pim

  9. Avatar rosy
    rosy

    gli errori insegnano anche a metterci in discussione, a vedere e riconoscerli, soprattutto quando hanno coinvolto le persone care.

  10. Avatar Pim

    Naturalmente – quando gli errori sono meno veniali. Diceva Fellini: “Credo che un bel film debba avere dei difetti. Devono esserci degli errori, come nella vita, come nella gente. Non credo nella bellezza come cosa perfetta, se non forse quella degli angeli. Una bella donna è attraente solo se non è perfetta.” Così come il nostro esistere: imperfetto e bello. Passibile di correzioni.
    Grazie Rosy, ciao.
    Pim

  11. Avatar PuntoG

    Gli errori sono salvifici, la perfezione dà fastidio!!! :DDDD
    Leggerezza (si, sempre quella che inseguo) nel vivere e nel giudicarsi, forse è quella che aiuta ad accumularne un numero non troppo elavato di errori, in particolare quelli “coatti”!!!!
    serena notte Pim

  12. Avatar Pim

    Leggerezza è anche la mia parola d’ordine, uno stato cui tendo quotidianamente. Spesso confusa con superficialità, faciloneria. No, tutt’altro: si tratta di una disposizione mentale nei confronti della vita. Si possono trattare con una certa levità d’animo questioni molto serie.
    Sono sicuro che mi capisci. 😉
    Ciao G. buona giornata.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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