Sgarbi Mi trovo alla fermata dell’autobus, zona collinare. Di fronte a me la palina, una cancellata e, oltre, degli alberi secolari. Sto attendendo Vittorio Sgarbi. Devo fargli visionare una collezione privata di quadri appartenente a un’anziana signora di mia conoscenza. Al suo arrivo lo saluto, tendo la mano e, dandogli rispettosamente del lei, illustro in pochi cenni il contesto raccomandandogli di non aspettarsi chissaché: << Alla signora interessa soltanto il suo parere di esperto >>. Usando un tono insolitamente misurato, Sgarbi risponde in modo affermativo e m’invita a procedere.

Al termine della breve visita, si rivolge alla padrona di casa commentando favorevolmente la sua piccola ma interessante galleria. Lei appare visibilmente soddisfatta. Bene, dico tra me e me. Usciti dalla villa, mi sciolgo un po’: << Vedo con piacere che lei non è quella persona così… ehm… così esuberante, come appare in televisione >>. << Mannò >>, replica sornione, << in verità, mi pagano per fare scena. Tutto qui >>. << Ah >>, esclamo, << allora aveva ragione il professor B. che, a lezione, insinuava un qualche accordo… >>.

Lo sguardo di Sgarbi s'infiamma. << Il professor B.? >>, prorompe: << Quello stronzo? Quel coglione? >>. Trasalisco, però cerco di mantenere il sangue freddo: << Sì… su Le piace Brahms ha scritto una sciocchezza, però, insomma, è uno dei più importanti… >>. Sgarbi esplode: << Importante un cazzo! >>. Gli è venuta la faccia delle peggiori occasioni: << B. è uno stronzo, un coglione! Uno stronzo! Un coglione! >>. << Ma… >>, la mia voce è troppo flebile. << Stronzo! Coglione! Stronzo! Stronzo! Stronzo! >>. << Senta, per… per favore, non… >>. Niente da fare, ha cominciato il mantra. << Stronzo!… Coglione!… Stronzo!… Coglione!… Stronzo!… Coglione!… Stronzo!… >>. << Si calmi, la prego… >>, ma ormai non lo tiene più nessuno. << Coglione!… Coglione!… Coglione!… Coglione!… Coglione!… Coglione!… Coglione!… Coglione!…>>. Non ce la faccio più, mi metto a urlare anch’io: << Basta! >>. << Stronzo!… Stronzo!… Stronzo!… Stronzo!…>>. << Ho detto basta! Questo è il mio sogno e nei miei sogni non si dicono parolacce! >>. << Coglione!… Coglione!… Coglione!… Coglione!… >>.

(#1 Dream. Marsa Matruh, Egitto, 25 luglio 2011)

6 risposte a “Sgarbi”

  1. Avatar rosy
    rosy

    è bello immergersi in un mondo dove tutto è permesso, perché così sono i sogni…. ed è ancora più bello avere la possibilità di immergersi in quelli degli altri.

  2. Avatar Pim

    I sogni aiutano a vivere meglio (se la digestione non è troppo laboriosa).

  3. Avatar bourbaki

    cena pesante per sognarsi sgarbi? 😉

  4. Avatar Pim

    Sgarbi è presente solo di rimando, nonostante il ruolo (apparente) di protagonista: il sogno s’innesta sulla figura del professor B., è lui che mando a quel paese… 🙂
    Ciao Bourbaki, grazie.
    Pim

  5. Avatar dragor
    dragor

    Certi personaggi conviene evitarli anche nei sogni. Si vede che l’aria di Marsa Matruh e’ propizia agli incubi. Non lo conosco, ma sembra che non abbia perso molto…
    Ciao Pim, buon sabato
    dragor (journal intime)
    Scritto da: dragor |

  6. Avatar Pim

    Hai ragione. Vittorio Sgarbi di mestiere fa l’ipomaniaco costituzionale, a tempo perso il critico d’arte. Purtroppo non sogno più le donnine nude, non so che farci… 🙂
    Buon sabato anche a te.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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